Coronavirus, Burioni: "Ecco a cosa serve il tampone"

Coronavirus, Burioni:

Ma anche se non sia necessario un maggior ricorso ai tamponi per scovare anche chi è positivo pur in assenza di sintomi. Il virologo Roberto Burioni - che già ospite di Che Tempo Che Fa aveva detto che la soluzione per il coronavirus non arriverà di certo dai video sui social network, ma dalle fonti ufficiali e accreditate - torna all'attacco, non nascondendo l'intento polemico della sua affermazione.

Il virologo si rivolge a tutti i cittadini, dicendo a chiare lettere cosa bisogna e cosa non bisogna fare per fermare il contagio: "Se continuiamo a stare in giro a fregarcene, il virus non si fermerà". Se invece adesso continuiamo con un sacrificio, fermiamo parte grossa dell'epidemia e poi piano piano ricominciamo, non sono così pessimista.

Roberto Burioni è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì, dalla mezzanotte e trenta alle sei del mattino. "A prescindere dalla nazionalità". "Non si è mai raggiunta se non grazie a un vaccino, per nessuna malattia virale nella storia dell'uomo". "Per parlare di guarigione occorre che due tamponi, a distanza di uno o due giorni, risultino negativi".

Che cosa significa al di là dei numeri, in concreto?

"Finita la circolazione del virus influenzale, questa condizione è praticamente solo da Coronavirus". Saperlo è importante per, come sta facendo oggi la Lombardia, tenere i pazienti che sono a casa sotto stretto monitoraggio dei medici di famiglia.

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