Coronavirus, anche i paesi delle Serre vibonesi si blindano

Coronavirus, anche i paesi delle Serre vibonesi si blindano

I medici hanno individuato altri due possibili sintomi associati alla COVID-19, l'infezione scatenata dal nuovo coronavirus emerso in Cina (SARS-CoV-2): la perdita dell'olfatto (anosmia) e l'alterazione/perdita del senso del gusto (disgeusia).

Abbiamo imparato oramai a conoscere i sintomi più comuni del Coronavirus: tosse secca, febbre oltre 37,5, difficoltà respiratorie. A dichiararlo è stato il dottor Hendrik Streeck, virologo di Bonn che si sta occupando di studiare la diffusione del Covid-19 nell'area di Heinsberg, la cittadina del Land Nordreno-Vestfalia che rappresenta il focolaio maggiore in Germania. Altro dato è che la perdita di olfatto e gusto avviene in forma molto forte al contrario di altre malattie con questa sintomatologia. Fortunatamente, come specificato al Corriere della Sera dal professor Massimo Galli, docente di Malattie infettive presso l'Università degli Studi di Milano e primario del reparto di Malattie infettive III dell'Ospedale Luigi Sacco, si tratterebbe di sintomi che "compaiono più spesso quando il paziente è sulla via della guarigione", anche se ci sono alcuni dubbi circa la loro reversibilità. Durante una intervista al Frankfurter Allgemeine il medico ha affermato che "quasi tutti gli infetti che abbiamo intervistato (più di 100 pazienti, ndr) hanno riportato la perdita di odori e sapori per più giorni". Per fare alcuni esempi, prosegue, "una madre non è stata in grado di percepire l'odore del pannolino sporco del suo bambino". Tra coloro che sono risultati positivi al Coronavirus, si è registrata la perdita di gusto e olfatto, ma per il momento non sono note le cause che influiranno anche sulla reversibilità o meno di questa perdita. A questa domanda, Streeck non ha saputo dare una risposta certa: "Ma insorgono - ha precisato - subito dopo l'infezione". Il quotidiano milanese cita anche un infettivologo italiano, Massimo Galli: "Non sappiamo dire se il disturbo sia transitorio, ovvero se con la guarigione la sensibilità possa essere totalmente recuperata. Quello che sappiamo è che il virus penetra nella sua cellula ospite attraverso il recettore ACE-2: molte cellule tissutali hanno questo recettore e quindi potrebbero essere attaccate". Sicuramente non si tratta di un sintomo iniziale. "Posso dire con certezza che è un sintomo che compare verso la fine dell'infezione, quando il paziente sta guarendo".