Zuckerberg 'Facebook? Ibrido fra giornale e telco'. Oggi incontra Vestager

Zuckerberg 'Facebook? Ibrido fra giornale e telco'. Oggi incontra Vestager

L'amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, è oggi a Bruxelles per incontrare i tre commissari europei responsabili di Digitale, Mercato interno e Trasparenza, rispettivamente Margrethe Vestager, Thierry Breton e Vera Jourova. Raramente c'è una risposta "giusta" per il web, ha sottolineato Zuckerberg, "ma è altrettanto importante che le decisioni vengano prese in un modo ritenuto legittimo dalle persone". "Non spetterà ai governi o ai regolatori garantire che Facebook voglia essere una forza del bene o del male", ha concluso.

La tappa di Monaco è la prima di un breve tour europeo che porterà lunedì Zuckerberg a Bruxelles, dove è atteso per discutere con i vertici dell'Ue su una serie di questioni che riguardano la regolamentazione delle piattaforme, compresa la possibilità che le società tecnologiche paghino più tasse nei Paesi in cui producono fatturato. E, se non si dovesse trovare l'accordo internazionale osteggiato dagli Usa, Bruxelles ha promesso di agire da sola. Jourova ha ricordato a Zuckerberg che l'Ue ha "regole forti sulla privacy", contenute nel Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr).

Recentemente intervenuto nel corso della Munich Security Conference, Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, ha voluto rendere pubbliche le proprie opinioni riguardo ad alcuni argomenti di grande attualità come per esempio la tassazione delle Big Company del Web e le contromisure necessarie per limitare fake news ed hate speech. "Facebook non ha bisogno di aspettare per una normativa governativa che impedisca loro di accettare ogni pubblicità politica nel 2020 fino al termine delle elezioni del 4 novembre" negli Stati uniti, continua la lettera, "se c'è un dubbio sul fatto che una pubblicità sia politica dovrebbe mantenersi cauto e rifiutare di pubblicarla".

Zuckerberg quindi ha ribadito la sua linea: Facebook non è assimilabile ai media tradizionali, che sono sempre ritenuti responsabili di quello che viene pubblicato. La commissaria ha chiarito che gli strumenti di autoregolamentazione europei dedicati a Internet, come il Codice di condotta in materia di incitamento all'odio online, "hanno prodotto risultati positivi, ma devono essere accompagnati da norme certe" che comprendano una "responsabilità per le piattaforme" digitali.