Usa 2020, Bloomberg debutta alle primarie Dem: "Solo io posso battere Trump"

Usa 2020, Bloomberg debutta alle primarie Dem:

Si è presentato come l'anti-Trump e come l'unico in grado di batterlo e scongiurare così un secondo mandato alla Casa Bianca dell'attuale presidente degli Stati Uniti.

Tutti contro Michael Bloomberg: si potrebbe riassumere in questa frase dibattito televisivo MSNBC per le primarie democratiche svoltosi questa notte, in vista delle presidenziali americane. Joe Biden è secondo con il 17% pur registrando un calo dei consensi dell'11% davanti a Bloomberg con il 14%, seguito da Elizabeth Warren con l'11%, Pete Buttigieg con il 7% e Amy Klobuchar con il 6%. Al momento, l'imprenditore detiene circa il 90% dell'omonima data e media company fondata nel 1981, che serve 325 mila clienti e che nel 2019 ha fruttato 10,5 miliardi di ricavi (+5,7% rispetto all'anno precedente).

Usa 2020, Bloomberg debutta alle primarie Dem:
Usa 2020, Bloomberg debutta alle primarie Dem: "Solo io posso battere Trump"

Una vera e propria strategia elettorale la sua, considerando che da sindaco di New York ha respinto alcune proposte per inasprire il controllo bancario, definendole 'miopi' e sostenendo che avrebbero offerto 'grandi vantaggi ai concorrenti stranieri'. Dibattito che precede l'importante voto delle primarie in Nevada. No, non sto parlando di Trump, ma di Bloomberg. Il miliardario ha pure affermato di essere il solo con la statura per battere Trump - che lo prende in giro per la sua statura fisica: è piuttosto basso -, ma è stato fischiato dal pubblico quando ha detto che non intende togliere la clausola di riservatezza sulle molestie sessuali imposta ai suoi dipendenti. Bloomberg è stato accusato nel corso degli anni di numerosi commenti sessisti e misogini, e sono state intentate diverse cause per accusa che le donne sono state discriminate nei confronti della sua compagnia di comunicazione. Buttigieg ne ha approfittato per colpire anche Sanders, avvisando che i dem "non dovrebbero scegliere tra un candidato che vuole bruciare il suo partito e uno che lo vuole comprare". "Le disuguaglianze sono un problema, ma non tutti i miliardari sono cattivi", ha detto. La posta in gioco era evidente nell'intensità degli scambi, con Biden e Warren, in particolare, che affrontavano il compito del do-or-die di riaccendere le loro campagne dopo le timide proiezioni in Iowa e New Hampshire all'inizio di questo mese.

Michael Bloomberg, che ha fatto fortuna a Wall Street e ha speso almeno 400 milioni di dollari in pubblicità per la sua campagna, pare orientato a frenare gli eccessi della finanza. Bloomberg ha rifiutato, dicendo che sono stati fatti "consensualmente" con l'aspettativa che sarebbero rimasti privati. Biden aveva sottolineato durante un evento in Nevada che è stato per 8 anni a fianco di Obama mentre Bloomberg - che in passato è stato repubblicano e indipendente - lo ha criticato, salvo poi usarlo nei suoi spot per le primarie. Il miliardario ricorda di aver chiesto scusa e afferma di aver ridotto quella politica quando finì fuori controllo ma viene smentito da Elizabeth Warren.