Sebastiano Nela racconta la sua malattia: 'Ho pensato al suicidio'

Sebastiano Nela racconta la sua malattia: 'Ho pensato al suicidio'

In un'intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Nela ha voluto raccontare la propria storia recente, con le ombre che lo hanno portato ad un passo dal baratro. Devo fare un'altra operazione a breve. Fra poco tempo dovrò operarmi di nuovo: "sarà la quarta operazione, inizio ad essere stanco". Un iter che lo ha debilitato, lo ha quasi ucciso ma con il quale oramai quotidianamente convive, provando a guardare al futuro: "Ho il retto addominale aperto, le viscere spingono, mi esce sempre questo bozzo non bellissimo da vedere". Devo fare pulizia di un po' di schifezza e mettere una rete di protezione. Dopo di che, continuerò i miei controlli ogni sei mesi. Sta sempre lì. Non so quante volte mi sono ritrovato di notte a piangere nel letto. A Sinisa mando messaggi attraverso il nostro amico comune Vincenzo Cantatore. Con Gianluca - continua - eravamo in camera insieme al mondiale di Messico '86. L'ho incontrato poche settimane fa, a Roma-Juventus. La persona che apprezza di più in politica, infatti, è la leader di Fratelli d'Italia: "Non voto Salvini, a me piace molto la Meloni. 'Nemmeno di un millimetro'". Non sono uno di quei laziali che hanno fatto i complimenti alla Roma quando ha eliminato il Barcellona in Champions. Di Bartolomei? Lo stimavo immensamente. Un capitano vero. Come devono essere i capitani. Era malato dentro, nell'anima. Ma alla fine non ho mai trovato il coraggio per compiere un gesto così forte. "Non ho rimpianti e posso morire anche subito".

Una situazione clinica complicata ma che 'Hulk' ha deciso di dominare a suo modo, "cercando di portare avanti una vita normalissima", scacciando il fantasma della morte che lo accompagna da sempre: "Se dovesse capitare sai che dico?"

"Ha dovuto lavorare tra mille difficoltà". Per ora, giudizio sospeso. "Mi piacerebbe vederlo incidere di più sulle scelte di mercato". Non chiede lo scudetto, ma sa riconoscere chi dà tutto per la causa. "Due piedi quadrati, ma ci mettevano il cuore". Zaniolo? Non so cosa sente nella testa.

Il giocatore che più ha incarnato le viscere di Roma?