Sanremo, Rai: nessuna censura su Roger Waters

Sanremo, Rai: nessuna censura su Roger Waters

Inizialmente il progetto della Jebreal era di portare in collegamento Michelle Obama, come simbolo di una donna capace di affermarsi e diventare first lady partendo da una famiglia umile della periferia di Chicago.

È ancora avvolto dal mistero il caso Roger Waters a Sanremo 2020.

Nel corso della conferenza stampa di ieri pomeriggio era stato annunciato con grande pathos da Amadeus come "un grande regalo che Rula ha fatto a tutti noi" (cit.) ma a notte inoltrata dalla Rai è arrivata la smentita, tutt'ora senza spiegazioni per la cancellazione se non quella della lunghezza dei tempi televisivi.

Alla domanda sul tema posta questa mattina da Stefano Mannucci durante la quotidiana conferenza stampa dell'organizzazione, il direttore di Rai Uno Stefano Coletta ha risposto dicendo che la scelta è stata fatta non per censura ma per motivi 'narrativi'. All'ultimo una variazione della scaletta non ha compreso il video, che è stato tagliato. Io ho pensato che il preludio di Roger Waters ritardasse l'intervento di Rula Jebreal.

Certo, sulle parole di Waters si può "aprire un qualsiasi dibattito", si può essere d'accordo o in disaccordo, ma non per questo si può censurare un mostro sacro della musica mondiale. "Ho pensato che non avesse bisogno di alcuna introduzione".

In più, si pensava che fosse quanto c'era nel messaggio di Waters ad aver scatenato la mannaia ignorante della RAI.

Inseguito sono stati presentati le prime quattro Nuove Proposte che si sono sfidate e solo due di loro hanno passato il turno, e sono Tecla e Leo Gassmann.

Cosa c'era nel videomessaggio di Waters?

Ma cosa è successo realmente? Al momento, non sono note le ragioni della 'sparizione' del video messaggio. "Parlare di suicidi dopo le 22.30 è uno dei cardini che dobbiamo osservare". Che l'impegno politico perenne di Rogers (il suo schieramento in favore della liberazione delle terre occupate in Palestina, la battaglia per il boicottaggio di Israele in difesa delle popolazioni palestinesi, la contestazione della politica di Trump) lo abbia reso un volto troppo scomodo per un Festival che aveva già dovuto superare un fuoco di fila di polemiche (anche) politiche?

Questo è stato possibile grazie all'impegno di Rula Jebreal, la giornalista amica del noto musicista.