Regeni, Palazzotto: "Istituzioni hanno fatto molto ma si poteva fare di più"

Regeni, Palazzotto:

I genitori del ragazzo hanno affermato di aver saputo delle torture subite dal figlio dai giornali: "Non ci era stato riferito probabilmente, pensiamo, anche per una forma di affetto e tutela".

"Ci sono zone grigie sia dal governo egiziano, che è recalcitrante e non collabora come dovrebbe, ed anche da parte italiana, che non ha ancora ritirato il nostro ambasciatore al Cairo". Il momento in cui pronuncia queste parole è anche l'unico in cui a Paola Deffendi, la madre di Giulio Regeni, la voce diventa un sussurro, il tono si abbassa e svela il dolore, il dover sopravvivere al figlio ucciso senza ancora un perché, il voler girare l'Italia continuando a denunciare che quel perché nessuno glielo ha ancora detto, ma loro continueranno a chiederlo.

" Siamo però nella società della tecnologia e tutto si viene a sapere". La donna ha sottolineato la necessità di una verifica dei rapporti di Alfano, tornato al mestiere di avvocato, con il suo studio legale in Egitto.

Giulio Regeni, nel 2016, stava conseguendo un dottorato di ricerca presso il Girton College dell'Università di Cambridge e si trovava al Cairo per svolgere una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani.

"Nelle relazioni con l'Egitto abbiamo riscontrato che gli affari continuano anche senza il supporto della politica; hanno strade e corsie preferenziali rispetto a ogni questione, anche rispetto ai diritti umani". Il sindaco di Campobasso al termine dell'incontro, insieme ai rappresentanti di Amnesty International che hanno ringraziato l'Amministrazione cittadina per la sensibilità e l'attenzione verso il caso Regeni e verso ciò che questo caso rappresenta, ha provveduto ad appendere al balcone principale della Casa della Scuola di via Roma, uno striscione che verrà lasciato esposto e che chiede verità e giustizia per Giulio Regeni e per la sua famiglia. E noi gli rispondemmo che non ci avrebbe convinto. Ha chiesto anche che l'Egitto venga dichiarato Paese non sicuro.

La madre di Giulio, ha poi chiarito di aver "collaborato con quattro governi e con diverse persone: "abbiamo incontrato Renzi, l'allora ministro degli Esteri Gentiloni poi divenuto premier".

"La sera del 31 gennaio 2016 - prosegue il papà di Giulio nel corso del suo intervento - l'ambasciatore Massari ci conferma di aver incontrato il ministro dell'Interno egiziano senza aver avuto informazioni utili sulla scomparsa di Giulio". La sua ricerca era più ampia di quanto la stampa ha raccontato.

"Dopo questa audizione sentiamo ancora di più la responsabilità della nostra missione che è quella di arrivare fino in fondo nella ricerca della verità" ha detto, a margine dell'audizione, il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta Erasmo Palazzotto (LeU).

Non sembra essere cambiato molto dalle uscite del ministro degli interni del Conte I, Matteo Salvini che disse di comprendere "la richiesta di giustizia della famiglia di Giulio Regeni".