Morto l’attore Flavio Bucci, Il Fra Bastiano del Marchese del Grillo

Morto l’attore Flavio Bucci, Il Fra Bastiano del Marchese del Grillo

Era diventato famoso in tv, nei panni del pittore Antonio Ligabue.

Flavio Bucci è morto all'età di 72 anni a causa di un infarto.

Su Facebook scrive: "Quando un artista se ne va lascia sempre un gran vuoto". Due mogli e tre figli "ma uno dopo l'altro sono dovuti scappare perché non è stato facile starmi vicino, alcuni hanno resistito e altri meno, si vede che era il mio destino" dichiarò al Corriere della Sera in un'intervista del 2018 nella quale ammise che in teatro aveva guadagnato molto, "anche due milioni di lire al giorno" ma di aver speso tutto "in donne, vodka e cocaina". Sabato prossimo, infatti, avrebbe dovuto iniziare la tournée con lo spettacolo dove raccontava la sua storia personale.

Il 23 febbraio, l'attore sarebbe tornato in Molise per uno spettacolo al teatro del Loto di Ferrazzano. Era solito ripetere con disincanto: "Non mi dite che non devo fumare, non mi dite che non devo bere... di qualcosa bisogna morire, no?" Solo in polvere avrò bruciato 7 miliardi.

L'attore non ha mai nascosto nelle interviste di fare uso di alcol e droghe.

Riscopriamo insieme i cinque lavori più famosi dell'attore. Flavio Bucci ha debuttato sul grande schermo in La classe operaia va in Paradiso (1971) di Elio Petri, che l'ha successivamente diretto anche in La proprietà non è più un furto (1973).

Flavio Bucci ha preso parte a tantissime pellicole, quasi cento.

La Pignatelli non ha commentato la scomparsa del marito, con cui ha vissuto in passato una passione travolgente. Un eroe decadente, sul set ci chiedeva solo amore e Campari e si trasformava: da semi-dormiente al mattino diventava un leone davanti alla macchina da presa. Poi ebbe successo con Diario di un pazzo, di Gogol. "Aiutatemi!", alcuni solerti spettatori napoletani tentarono di salire sul palco per aiutarlo a liberarsi. Flavio Bucci era finito a vivere in una casa famiglia.

Ma sempre Flavio Bucci ha anche dichiarato di non essersi pentito di niente, anche se sapeva di non essere stato un buon padre. Tutti lo ricordano per la sua interpretazione di 'Ligabue', sceneggiato della Rai del 1978. E a proposito del tema affrontato nell'opera in questione, cioè l'usura, sottolineava: "Sono stato vittima degli strozzini".