‘Mandatemi a processo, anzi no’. Salvini cambia idea (e strategia) sulla Gregoretti

‘Mandatemi a processo, anzi no’. Salvini cambia idea (e strategia) sulla Gregoretti

In un'intervista al Corriere della Sera, la Bongiorno sottolinea che "il Senato deve verificare se ha agito nell'interesse pubblico". La seconda ragione di Giulia Bongiorno non riguarda l'esito del processo di Salvini, ma la sua durata: "Posso capire che Salvini abbia intenzione di difendersi e di dimostrare davanti ai giudici la sua innocenza, ma questo rischia di non accadere in tempi brevi. E il Senato - evidenzia la Bongiorno - su questo aspetto fondamentale è l'unico giudice altrimenti da domani sarà la magistratura a stabilire se un atto politico è di interesse pubblico". Per prima cosa prenderà la parola la senatrice Erika Stefani, che illustrerà il voto della Giunta dello scorso 20 gennaio, quando i leghisti votarono per mandare Salvini a processo dietro esplicita richiesta del leader. Mi approccio a questa votazione in Senato con assoluta tranquillita', con la certezza di non aver commesso alcun reato che sia un processo giuridicamente basato sul nulla di non essere un vile sequestratore di donne e bambini ma con la certezza che per entrare in Italia serve il permesso.

"Io ribadirò a Salvini che deve essere orgoglioso di quello che ha fatto e capisco che lui voglia dimostrare che non scappa dal processo". Nel frattempo, secondo quanto pubblica l'Ansa, ecco quale sarebbe la linea difensiva di Salvini: "La Gregoretti ha salvato i migranti col consenso di Matteo Salvini, intervenendo in acque maltesi". Ma questo atteggiamento potrebbe avere delle ripercussioni decisamente complicate da gestire per l'ex ministro dell'Interno, che starebbe quindi valutando un cambio di strategia per evitare un clamoroso autogol. La strada giusta non è rinunciare alla valutazione sull'interesse pubblico: "compete solo al Senato". "Resto convinta dell'insussistenza del sequestro di persona. I tempi potrebbero essere lunghissimi e c'è il problema di restare bloccati per anni, ostaggi del processo", aveva detto la senatrice leghista. E posso assicurarle che il mio timore non è l'esito del processo ma i tempi.