Libia, attacco di Haftar, sospesi i voli per Tripoli

Libia, attacco di Haftar, sospesi i voli per Tripoli

Lo stop ai voli, in un intervento alla tv al-Ahrar, è stato il viceministro dei Trasporti del governo di accordo nazionale, Hisham Abu Shikawat, il quale ha riferito della ripresa degli scontri tra le forze governative di Serraj e quelle cirenaiche del generale Haftar.

L'Italia "continua a lavorare per il rispetto dell'embargo sulle armi e per portare le parti a un cessate il fuoco permanente" in Libia e "sarà determinante in ogni scelta europea" perchè "nessuno come noi conosce la Libia e nessuno come l'Italia ce l'ha a poche centinaia di chilometri dalle proprie coste" E' quanto ha scritto su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio dopo la sua visita a Tripoli. Il supporto di Erdogan, infatti, si traduce in forniture di armamenti che servono a combattere contro il generale Khalifa Haftar, uomo forte della Cirenaica che vuole conquistare Tripoli. Secondo alcune fonti sono circa 3000 ormai in tutta la Libia, arrivati con aerei partiti dalla Turchia proprio allo scopo di trasferirli sul fronte nordafricano.

E così, il titolare della Farnesina ieri è andato in Libia per incontrare Sarraj e supplicarlo, ancora una volta, di ridimensionare la presenza della Turchia. Lo stesso territorio che dalla caduta di Gheddafi è in balia di milizie e schieramenti che non trovano un accordo e che tutt'ora, malgrado conferenze di pace ed incontri non trova pace.

L'Italia, ha aggiunto, sta adottando "un approccio inclusivo, coinvolgendo tutte le municipalità libiche e dialogando con tutte le realtà" con "l'obiettivo di ristabilire le adeguate condizioni di sicurezza affinché le nostre imprese possano anche tornare ad investire". Secondo il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", il governo tedesco continua ad approvare l'esportazione di armi verso paesi che sono coinvolti nel conflitto in Libia.

Tornando alla questione libica, nonostante le proteste di diversi paesi l'operazione turco-libica continua e a livello internazionale ha creato già notevoli disagi, ma ciò non pare abbia impensierito Ankara che continua nella sua linea di condotta. In particolare Qatar, Egitto, Emirati Arabi Uniti e la stessa Turchia.