Italia ancora fanalino di coda in Europa per la crescita

Italia ancora fanalino di coda in Europa per la crescita

Secondo le previsioni economiche di inverno, il Pil italiano salirà dello 0,3% (quelle d'autunno indicavano lo 0,4%).

Per quanto riguarda i nostri vicini di casa, Germania e Francia si piazzano appena sopra l'Italia. La crescita modesta per i prossimi due anni si accompagna però a buone notizie sul fronte dell'occupazione e a una leggera ripresa dell'inflazione, segno che i redditi familiari e i consumi privati tengono un discreto ritmo. "Pur essendo innegabile che i dati sul quarto trimestre dello scorso anno siano stati nel complesso deludenti, è ancora presto per valutare l'impatto dei recenti dati macroeconomici sulla crescita del Pil nel 2020", hanno affermato fonti del Ministero dell'Economia. Per ora si vedono effetti globali "limitati", ma "più a lungo dura e più impatteranno su sentimento economico e condizioni globali di finanziamento". "Parliamo di un rimbalzo a gennaio e siamo fiduciosi che l'economia possa ripartire", ha detto oggi intervenendo alla trasmissione televisiva Omnibus. Io ho ripetuto anche oggi che soprattutto chi ha spazio di bilancio, chi ha un livello di debito molto basso, come la Germania, è chiamato a contribuire con investimenti a delle politiche più espansive.

La "fase uno" dell'accordo commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina ha contribuito a ridurre in una certa misura i rischi di revisione al ribasso, ma l'elevato grado di incertezza che circonda la politica commerciale degli Stati Uniti continua a impedire il diffondersi di un clima di fiducia tra le imprese. "Ricordo che negli ultimi 10 anni" nell'Ue e non solo in Italia, "la quota degli investimenti pubblici è calata dal 3,7% al 3%". Per il 2021 si attende una crescita leggermente superiore, allo 0,6%: una stima comunque tagliata rispetto ai pronostici dei mesi scorsi.

La Commissione europea lascia invece invariate le stime di crescita per l'eurozona ma segnala i rischi legati al Coronavirus. "Le valutazione sulle politiche - ha spiegato - le faremo nel corso del semestre, con diversi passaggi: avremo i rapporti paese per paese, poi le raccomandazioni nei confronti di ogni paese, poi esamineremo i programmi di riforma e di stabilità dei diversi Stati membri, e alla fine di maggio o inizio giugno la Commissione darà le sue opinioni". "Sono certo che il governo instaurerà un dialogo con la Commissione perché questo lavoro vada nella giusta direzione".

"Vedere l'Italia abbandonare finalmente la maglia nera non è il mio obiettivo istituzionale" commenta Paolo Gentiloni all'esordio nell'illustrare le analisi congiunturali elaborate a Bruxelles.