De Rossi: "L'addio alla Roma? Una batosta"

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Daniele De Rossi parla in una lunga intervista a GQ Italia, in edicola da oggi, martedì 11 febbraio. Lasciato il BocaJuniors ed annunciato l'addio al calcio, l'ex bandiera della Roma studia per un futuro da allenatore e ne parla in un'intervista concessa a 'GQ' in cui lascia aperto uno spiraglio sulla possibilità di collaboratore con il Ct azzurro Roberto Mancini: "Abbiamo un rapporto eccellente". Uscendo dalla mia camera per andare allo stadio Olimpico ho pensato: è l'ultima volta che chiudi questa porta. O forse ho tremato sul serio. Dietro il ritiro di De Rossi, dunque, non ci sono ombre.

Vedi anche roma Roma, De Rossi si traveste per vedere il derby dalla Curva Sud "Di offerte per continuare a giocare in serie A ne avevo parecchie, ma non ho voluto aggiungere un'altra maglia italiana a quella della Roma, mi pareva di sprecare una storia bellissima - ha aggiunto Daniele -". Ho 36 anni, il fisico è logoro, di soldi ne ho abbastanza.

È capitato di non parlarci per un mese, pure l'anno scorso. Sul rapporto con l'ex capitano: "In 20 anni ci siamo abbracciati dopo i gol, ma abbiamo avuto anche sonore litigate". Vita vera, non recitata. E sul tormentato addio del numero 10 alla Roma, De Rossi rivela: "È un periodo che ricordo come un incubo". Fra i discorsi che abbiamo fatto tempo fa, non a gennaio intendo, una porta azzurra era socchiusa.

Nel settore giovanile c'è mio padre, inoltre i rapporti col club non li ho mai persi. Ritorno imminente? La tempistica della mia uscita dal Boca Juniors, unita alla trattativa per la cessione della Roma, ha fatto pensare a molti che il gruppo Friedkin mi avesse contattato. Non è successo, non li ho mai sentiti; ma non è che io sia in attesa di un nuovo proprietario per tornare a Trigoria su un cavallo bianco. Prima si deve dimostrare di saperlo fare e se poi perdi tre partite di fila la gente si dimentica che eri Capitan Futuro e pretende, giustamente, risultati nel presente.