Corrispettivi, alert da ignorare per chi ha inviato solo fatture

Corrispettivi, alert da ignorare per chi ha inviato solo fatture

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC) aveva, nei giorni scorsi, reso noto che, erano state recapitate da parte dell'Agenzia Entrate, delle comunicazioni di anomalia sui corrispettivi telematici.

Nella nota agenziale si legge: "Gli operatori possono utilizzare il canale di assistenza CIVIS per fornire all'Agenzia chiarimenti e segnalazioni".

Ma vediamo cosa prevede la normativa sul punto.

L'articolo 2, comma 1, D. Lgs.

Il problema scaturisce dal fatto che i destinatari delle lettere di compliance, non erano tenuti all'invio dei corrispettivi telematici per le operazioni effettuate con fattura elettronica.

Sempre per espressa disposizione normativa, l'obbligo in questione scatta già a decorrere dal 1° luglio 2019 per i soggetti con un volume d'affari superiore ad euro 400.000.

"Come chiarito dalla risoluzione 47/E/2019, il "volume d'affari" cui fare riferimento in merito al superamento del limite dei 400.000 euro "(...) è quello complessivo del soggetto passivo d'imposta e non quello relativo a una o più tra le varie attività svolte dallo stesso (come potrebbe avvenire, in ipotesi, per coloro che svolgono sia attività ex articolo 22 del decreto Iva, sia altre attività soggette a fatturazione) (...)".

"Qualora ritenga di non essere tenuto a trasmettere i corrispettivi giornalieri all'Agenzia delle Entrate, la invitiamo a fornire chiarimenti o a segnalare eventuali dati ed elementi da noi non considerati, tramite il servizio telematico attivo all'interno del canale di assistenza CIVIS, anche per il tramite del suo intermediario".

I soggetti con un volume di affari superiore a 400.000 euro devono rispettare l'obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi a partire dallo scorso luglio.

Si ricorda che le lettere di compliance - lettere amichevoli - sono state inviate agli operatori del commercio al minuto e attività assimilate che non risulta abbiano trasmesso i corrispettivi certificati e memorizzati con il registratore telematico o tramite l'apposita procedura web del portale "Fatture e corrispettivi". "Tali chiarimenti o segnalazioni non sono necessari per chi, pur operando nell'ambito del commercio al dettaglio e attività assimilate, ha deciso di certificare le proprie operazioni esclusivamente con fattura", alternativa allo scontrino elettronico o ricevuta fiscale.

L'auspicio è che la "telematizzazione di massa" dei documenti contabili e del rapporto tributario tra Stato e contribuente porti, prima o poi, a dei benefici per contribuenti, professionisti che li assistono e per l'Erario; ma, almeno per il momento, l'obiettivo sembra ancora lontano.

Ieri sera l'Agenzia delle Entrate ha diramato una nota che chiarisce la necessità di non rispondere tramite CIVIS se ci sono comunicazioni in assenza di anomalie.