Coronavirus, oltre 400 vittime. Primo morto ad Hong Kong

Coronavirus, oltre 400 vittime. Primo morto ad Hong Kong

I decessi complessivi sono saliti a 425, mentre ammontano a 20.438 le persone in tutto il Paese alle quali è stato confermato il contagio.

Intanto nella giornata di ieri sono tornati in Italia i connazionali che si trovavano a Wuhan.

La Hospital Authority di Hong Kong, l'organo statutario che gestisce tutti gli ospedali e gli istituti governativi, ha riferito che sono state 4.400 le adesioni. Gli altri otto belgi rimpatriati da Wuhan, epicentro del focolaio di coronavirus, sono risultati tutti negativi ai test.

Coronavirus, prima vittima a Hong Kong. Un uomo di 39 anni ha perso la vita a Hong Kong durante lo sciopero degli ospedali contro la mancata chiusura delle frontiere.

Cina, carcere per chi diffonde notizie false - I tribunali cinesi scendono in campo per "arginare" l'emergenza coronavirus. Si tratta della seconda vittima del coronavirus fuori dalla Cina, dopo il decesso di domenica nelle Filippine. Sono state le autorità a confermarlo.

Intanto il Giappone ha messo in quarantena una nave da crociera con 3.500 persone a bordo dopo che un passeggero di 80 anni è risultato positivo al coronavirus cinese.

"Per il momento, la linea di produzione delle berline Genesis presso lo stabilimento 5 di Ulsan è stata temporaneamente sospesa", ha detto. Attualmente "non siamo ancora in tale situazione", ha dichiarato Sylvie Briand, direttrice del dipartimento Preparazione mondiale ai rischi infettivi dell'Oms, parlando dell'ipotesi di pandemia, termine che si riferisce ad una situazione di propagazione mondiale di una malattia. L'epidemia di polmonite virale in Cina ha interrotto la fornitura di componenti per il cablaggio, ha detto un portavoce della Hyundai. Ma ha anche chiesto loro di sostenere la riapertura delle industrie che in molte parti del Paese è fissata per lunedì prossimo.

"Aiuti Usa? Speriamo arrivino presto" - La Cina ha inoltre fatto sapere che gli Stati Uniti "hanno ripetutamente espresso disponibilità a offrire assistenza".

La Hyundai Motor, la principale casa automobilistica della Corea del Sud, e la controllata Kia Motors hanno sospeso alcune linee di assemblaggio fino all'11 febbraio.