Coronavirus, il virologo: "Le mascherine non forniscono alcuna protezione dal virus"

Coronavirus, il virologo:

Ieri sera si sono sentiti male e, visti i sintomi che presentavano, sono stati presi in carico da personale del 118 e ricoverati allo Spallanzani. Il virus, il cui bilancio continua ad aggravarsi con un numero di contagi che ha superato quello della Sars, è arrivato anche in Europa con casi in Germania, Francia ed anche Italia.

Travaglio aveva commentato con la solita chiosa caustica: "Fortuna che ci sono scienziati come lui, sennò non ci arrivava nessuno". Lo assicura in un'intervista a La Stampa il virologo Roberto Burioni che aggiunge che "per ora abbiano solo due casi prontamente isolati" e che per poter parlare di un focolaio "dovremmo avere casi di "infezione secondaria", ossia di persone che hanno contratto il virus senza provenire dalle zone dove in Cina è propagata l'epidemia". "Per questo è importante identificare al più presto chi ha avuto contatti stretti con la persona contaminata e tenerla in isolamento e sotto osservazione fino all'esito negativo del test". Purtroppo dalla Cina non arrivano dati attendibili. "La Spagnola nel 1918 ha avuto una mortalità fra il 2 e il 3% Spero sia più bassa alla luce di tanti casi non diagnosticati e che sfuggono al controllo cinese".

Secondo il dottor Burioni, quindi, è meglio sopravvalutare il problema e usufruire di tutte le precauzioni possibili: "In questa situazione ancora incerta è facile sbagliare per sopravvalutazione o per sottovalutazione del pericolo- si legge- Ma è immensamente meglio sbagliare sopravvalutando, perché questo può significare disagio o danno economico; al contrario la sottovalutazione può portare alla morte di alcune persone". "Andiamo serenamente - conclude Burioni- al ristorante cinese". "Inoltre ritengo che anche per lo stesso Ministero sarebbe complicato, se non impossibile, reperire l'elenco di tutti gli studenti che sono andati ultimamente in Cina". Dieci giorni fa molti affermavano che il rischio di arrivo in Europa di questo coronavirus fosse minimo e invece è arrivato. La partita principale, quella che sta davvero decidendo le sorti di quest'epidemia, si sta giocando in Cina.

La situazione attuale richiede ai paesi di tutto il mondo, compreso il nostro, di essere pronti a fare di tutto per controllare l'eventuale diffusione del coronavirus.

LF: In quale modo controllare il coronavirus? "Tutto questo con una maggiore intensità rispetto a prima", sottolinea Burioni.