Calano i pendolari in Campania: -43,7% in otto anni

Calano i pendolari in Campania: -43,7% in otto anni

Anche i dati del trasporto regionale sono significativi, specie nelle regioni che più hanno investito in questo comparto, come la Lombardia e l'Alto Adige.

È una delle forme di trasporto più sostenibile, il treno. Legambiente ha presentato a Palermo Pendolaria 2019, il suo rapporto annuale sul traporto ferroviario in Italia, per fare il punto su che cosa si muove e che cosa no sulla rete, in termini di soldi, convogli e persone, e approfondire i risultati prodotti dagli investimenti. Pendolaria, dal 2008, racconta numeri e storie, buone pratiche e denunce da parte dei comitati pendolari che vengono raccolte durante l'anno e sono consultabili sul sito www.pendolaria.it. All'incontro, introdotto dal vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini e coordinato dal presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna, sono intervenuto tra gli altri il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Giuseppe Provenzano, il direttore generale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Angelo Mautone, l'assessore ai Trasporti della Regione siciliana Marco Falcone, dirigenti di Trenitalia e RFI. La nuova Commissione europea di Ursula Von der Leyen è impegnata per politiche e obiettivi più ambiziosi e per un piano di investimenti da mille miliardi di euro per raggiungere i target fissati dall'Accordo di Parigi sul clima.

Il numero di pendolari che utilizzano il treno è in aumento: il rapporto registra che ogni giorno in Italia 5 milioni e 699mila persone prendono treni regionali e linee metropolitane. "Il cambiamento della mobilità è imprescindibile per conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 fissati dall'Unione europea al 2030 e al 2050 in cui si dovrà aver raggiunto la totale decarbonizzazione". In 10 anni il bilancio dell'alta velocità è imponente: 74 nel 2008, 144 nel 2019. L'aumento di passeggeri sui treni regionali dal 2010 a oggi è stato dell'8,2%. Nel 2018, rispetto all'anno precedente, circa 45mila persone in più hanno preso i treni regionali (+1,6%) e anche coloro che utilizzano le linee metropolitane sono aumentati, con quasi 65mila viaggiatori giornalieri in più (+2,4%).

"L'obiettivo", conclude Zanchini, "è raddoppiare il numero di viaggiatori giornalieri su treni regionali e metropolitane, dagli attuali 5,7 milioni a 10 milioni".

Tra le buone notizie per i pendolari, c'è l'arrivo di nuovi treni.

Da Ragusa ad Aosta, sono 2.894 i treni in servizio nelle regioni ogni giorno e, sopratutto al Nord e Centro Italia, l'età media dei convogli sta calando attestandosi a 15,4 anni. Infine, gli investimenti decisi nella XVII legislatura, stanno permettendo complessivamente nel quadriennio 2017-2020 l'entrata in circolazione di 210 nuovi treni.

I numeri sono in aumento sia per i treni a lunga percorrenza, sia per i treni regionali e le linee metropolitane, queste ultime presenti in 7 città: Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania.

Per quanto riguarda gli Intercity, si stanno investendo 300 milioni tra revamping e la riconversione dell'intera flotta. Tuttavia, perdurano enormi differenze tra le diverse parti d'Italia nella qualità e nell'offerta del servizio.

Nelle aree urbane spicca il maggior ritardo infrastrutturale italiano rispetto ai Paesi europei. In alcune aree il servizio è tra i più competitivi al mondo, come tra Firenze e Bologna dove l'offerta, per quantità e velocità dei treni, non ha paragoni in Europa; ma fuori dalle direttrici principali dell'alta velocità e dalle Regioni che in questi anni hanno investito, la situazione del servizio - denuncia il rapporto - sta peggiorando, con meno treni in circolazione e, di conseguenza, meno persone che prendono il treno. La dotazione nazionale di linee metropolitane è ferma a 247 chilometri (in città in cui vivono circa 15 milioni di persone); nel Regno Unito se ne contano 672 chilometri; nella Germania 650; nella Spagna 610. Drammatica è la situazione al Sud, dove i treni sono vecchi (età media 19,3 anni rispetto ai 12,5 anni al Nord) e pochi (sono stati addirittura ridotti gli intercity e i regionali negli ultimi dieci anni) e viaggiano su linee in larga parte a binario unico e non elettrificate. In Calabria sono 341 le corse giornaliere, meno delle 355 effettuate in Liguria dove popolazione ed estensione sono inferiori.