Brexit, stretta sull'immigrazione, dal 2021 stop all'ingresso a chi non parla inglese

Brexit, stretta sull'immigrazione, dal 2021 stop all'ingresso a chi non parla inglese

Il governo del premier britannico, Boris Johnson, ha reso note le nuove linee guida per gli immigrati nell'era post-Brexit, regole che si applicheranno a quanti arriveranno nel Regno Unito a partire dal 2021: regole destinate a chiudere le frontiere alla pratica di chi finora è andato nel Regno Unito proprio per imparare l'inglese, lavorando come lavapiatti o cameriere. Un quadro regolatorio severissimo che non riguarda comunque gli stranieri già residenti in Gb, quindi anche i cittadini Ue in fase di registrazione per confermare il loro status entro la scadenza del 31 dicembre 2020.

Nel sistema a punti, ispirato al modello di immigrazione australiano, sarà 70 il numero magico da raggiungere per ottenere il visto: varranno, oltreché lingua e offerta di lavoro qualificato, anche lo stipendio offerto e il lavorare in un settore che necessità manodopera. Punti attribuiti (10 o 20 per voce) soltanto a chi ha già offerte di lavoro da 25.000 sterline l'anno in su, titoli di studio specifici, qualificazione per settori con carenza occupazionale nel Regno Unito e conoscenza dell'inglese. Un esempio fra tutti, gli infermieri. "E' importante - si legge nella presentazione del nuovo sistema - che i datori di lavoro non si affidino più al sistema dell'immigrazione come alternativa agli investimenti per la conservazione dello staff, la produttività e investimenti nella tecnologia e l'automazione".

Londra baserà il suo modello di migrazione su quello dell'Australia, dove i candidati devono superare una certa soglia di punti che saranno assegnati in base a criteri quali la conoscenza della lingua inglese, un'offerta di lavoro e altri fattori che sono adattati alle esigenze del mercato del lavoro. Secondo il quotidiano il motivo è di evitare che lavoratori extra Ue ingannino il sistema con carte d'identità falsificate. Scopo di queste misure è riguadagnare "il pieno controllo" delle frontiere "per la prima volta in decenni" ed eliminare "un sistema migratorio distorto dalla libertà di circolazione europea". Secondo il progetto, gli europei e gli immigrati del resto del mondo che vogliono vivere nel Regno Unito saranno trattati con gli stessi standard.Entrata in vigore Le modifiche entreranno in vigore il 1 gennaio 2021, dopo la fine del periodo di transizione Brexit, durante il quale il Regno Unito continuerà a mantenere la libera circolazione delle persone per i cittadini dell'Ue. Un sistema a punti che valuterà le competenze e darà la precedenza a chi arrivi con un'offerta di lavoro o accademica. "Il sistema" garantirà che "potranno venire nel Regno Unito solo i migliori e più brillanti".

La Confindustria britannica, a nome degli imprenditori, ha da parte sua elogiato alcuni aspetti dell'annunciata riforma ma non senza riserve sui rischi di limitazione nel reperimento della forza lavoro da parte del business.