Bonus facciate anche per balconi e inquilini

Bonus facciate anche per balconi e inquilini

Il bonus facciate 2020 è, senza ombra di dubbio, una delle misure della Manovra 2020 che ha maggiormente catalizzato le attenzioni degli italiani.

Anche gli inquilini potranno usufruire del bonus facciate, la detrazione stabilita dal governo nella legge di bilancio per le spese fino al 90% per interventi di ripulitura, tinteggiatura, recupero o restauro del palazzo. La detrazione vale per gli edifici residenziali e per quelli non abitativi, ma devono rientrare nelle zone urbanistiche A e B o assimiliate dalle normative regionali o comunali.

Per gli interventi che influiscono dal punto di vista termico o che interessano oltre il 10% dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio si applicano anche le stesse procedure e gli stessi adempimenti previsti per l'Ecobonus dal decreto 19 febbraio 2007 e che entro 90 giorni dalla fine dei lavori deve essere inviata all'ENEA, esclusivamente in via telematica, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati. I lavori devono riguardare la parte visibile dell'edificio, quella frontale e principale, oppure gli altri lati, quelli del perimetro esterno: non vale per le facciate interne.

Ammesso il bonus facciate per i lavori riconducibili al decoro urbano (pulizia, tinteggiatura, consolidamento, ripristino o rinnovo), se si trovano su facciate esterne.

La circolare specifica che il bonus viene esteso anche ai lavori che vengono eseguiti "sui balconi o su ornamenti e fregi".

Per godere dell'agevolazione, i contribuenti non titolari di reddito d'impresa, devono effettuare il pagamento delle spese tramite bonifico bancario o postale dal quale risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione ed il numero di partita Iva/codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Beneficiano della detrazione, sottolinea l'Agenzia delle Entrate, "anche le spese correlate agli interventi e alla loro realizzazione, ad esempio perizie, sopralluoghi, progettazione dei lavori, installazioni di ponteggi, ecc".

L'Agenzia ricorda che possono essere utilizzati per il bonus facciate i bonifici predisposti dalle banche e dalle Poste per il pagamento delle spese ai fini dell'ecobonus o della detrazione per interventi di ristrutturazione edilizia.

Laddove l'intervento effettuato influenzi dal punto di vista termico l'edificio, o interessi più del 10% dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dello stesso, questo deve soddisfare i requisiti di cui al decreto MiSE 26 giugno 2015 e, in termini di trasmittanza termica, quelli di cui alla Tab. Sono esclusi dal bonus facciate gli interventi sulle superfici confinanti con chiostrine, cavedi, cortili e spazi interni, fatte salve quelle visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico, nonché le spese sostenute per la sostituzione di vetrate, infissi, grate, portoni e cancelli. La detrazione spetta agli inquilini, ma anche ai comodatari, nel caso in cui abbiano un contratto registrato o comunque con il consenso all'esecuzione dei lavori da parte del proprietario dell'immobile.

Per il calcolo del "bonus facciate", per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e per gli enti non commerciali, si deve far riferimento al criterio di cassa, ovvero, alla data dell'effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi. L'Agenzia delle Entrate ha finalmente pubblicato i chiarimenti sollecitati dagli operatori del settore. Ad esempio, un intervento ammissibile iniziato a luglio 2019, ma con pagamenti effettuati sia nel 2019 che nel 2020, consentirà la fruizione del bonus, ma solo con riferimento alle spese sostenute nel 2020; la parte pagata nel 2019 resterà esclusa.