Università, il Regno Unito dice addio all’Erasmus

Università, il Regno Unito dice addio all’Erasmus

La fine di Erasmus era del resto annunciata, sullo sfondo della promessa del premier Tory di mettere fine alla liberta' di movimento automatica con l'uscita dall'Ue e di cambiare in generale le regole del gioco sull'immigrazione, con una sostanziale equiparazione fra europei e non e un sistema a punti per il filtro degli ingressi basato in futuro come in Australia sull'esclusiva valutazione delle qualita' degli aspiranti. In pratica, il girone infernale del periodo di transizione, quando ci saranno questioni ben più impellenti da risolvere. La notizia ha causato l'immediata reazione di molti politici britannici. Scatenando l'indignazione soprattutto di chi l'Erasmus l'ha vissuto e lo ricorda a distanza di anni come l'esperienza più formativa della propia vita.

"Ho trascorso un anno incredibile a Friburgo nel 1999. Ha trasformato la timida ventenne che ero...", racconta Ros. "Ho il cuore spezzato", dice la professoressa Tanja Bueltmann. Ma il governo britannico si è affrettato a smentire per bocca del sottosegretario all'Istruzione, il conservatore Chris Skidmore.

"Ho sempre detto che la volontà popolare andava rispettatata". Lo scorso marzo, in prossimità della prima scadenza della Brexit e per fronteggiare un eventuale no-deal, il Consiglio europeo aveva adottato un pacchetto di misure d'emergenza che garantivano agli studenti Erasmus di concludere il loro percorso.

C'era da aspettarsi, quantomeno, una ridefinizione dei termini degli accordi di cotutela; nessuno si illudeva che i rapporti di scambio sarebbero rimasti identici.

Risale a mercoledì 8 gennaio 2020 la decisione della Camera dei comuni di negare il rinnovo automatico del progetto Erasmus con larga maggioranza, 344 contrari contro 254 favorevoli. La strada per la Brexit il 31 gennaio è ora spianata. Se fosse passato avrebbe obbligato il governo a continuare la negoziazione della piena participazione al programma che permette agli universitari di studiare in atenei esteri. E il Regno Unito è stato tra le cinque mete preferite. C'è chi ci va giù anche più pesante, e non uno qualsiasi ma un'istituzione culturale britannica come Simon Schama che, addirittura, parla di una "decisione miserabile" e di "un furto alle generazioni future".

"Lo stesso sito dell'Unione Europea su questo argomento afferma da tempo: A prescindere dall'esito dei negoziati in corso tra l'UE e il Regno Unito, la Brexit dovrebbe comportare notevoli cambiamenti per il programma Erasmus+".