Ricordiamo il nostro Faber: 11 gennaio 1999 ci lasciava Fabrizio De Andrè

Ricordiamo il nostro Faber: 11 gennaio 1999 ci lasciava Fabrizio De Andrè

- Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior... Tra le più note spicca, senza dubbio, Bocca di Rosa.

Da ventuno anni celebriamo il miracolo laico delle sue rime sempre presenti, del suo esserci d'aiuto nella lettura della realtà, della sua anarchica diffidenza nei confronti di ogni veste che il potere può indossare: scritto ogni tanto, ancora oggi, sui muri delle città come nelle antologie scolastiche, passato alla radio, tenuto in caldo per ogni evenienza delle nostre vite in cui... aveva ragione De André quando scrisse così.

Il genovese Fabrizio nacque il 18 febbraio 1940, e in quasi quarant'anni di attività artistica ha lanciato tredici album in studio.

La serata, organizzata dal bed and breakfast Casa Due Torri e associazione Via degli Ulivi, in collaborazione con il movimento culturale Dorian - la cultura dei giovani, vuole essere un omaggio a uno dei più grandi interpreti della musica italiana, capace di rivoluzionare il panorama cantautorale, introducendo tematiche che grazie alla sua bravura sono potute arrivare a un più vasto pubblico. Amava raccontare, scrivere storie in musica, racconti di emarginati, ribelli, prostitute, poveri diavoli e gente che "viaggia in direzione ostinata e contraria".

"Appena scese alla stazione Nel paesino di Sant'Ilario Tutti si accorsero con uno sguardo Che non si trattava di un missionario". Io, poeta vero non lo ero. E oggi, come per 365 giorni l'anno, ascoltate bene, che sia l'angolo di un caruggio di Genova o una piazza centrale italiana, la voce di Fabrizio De André riecheggia facendoci canticchiare una delle sue poesie.

Morto alle 2:30 dell'11 gennaio 1999 all'Istituto dei tumori di Milano, a 58 anni che stavano per diventare 59. Sono passati ventun anni dalla scomparsa di Faber, ma la sua opera e il suo pensiero rimangono intatti nella sfida del tempo rinnovandosi nel passaggio tra le generazioni, come succede solo ai grandi autori, ai grandi poeti, ai grandi.