Missili Iran contro basi Usa, Khamenei: "Abbiamo dato uno schiaffo"

Missili Iran contro basi Usa, Khamenei:

Si chiama "Soleimani martire" la risposta dell'Iran all'uccisione con un drone, ordinata da Donald Trump, del noto generale comandante della Brigata al-Quds dei Pasdaran.

La rappresaglia è arrivata nella notte all'1:20, esattamente nell'ora in cui Qassem Soleimani è stato ucciso lo scorso venerdì a Baghdad, ed a essere presi di mira da missili cruise e missili balistici sono state due basi statunitensi, una a Erbil, nel Kurdistan Irq., e la seconda ad al-Asad, nel governatorato di al-Anbar, nella parte centro-settentrionale del paese.

Ora sono gli americani che vorrebbero trattare con Teheran. Secondo quanto riportato dal 'Daily Star' il piano d'attacco sarebbe effettuato su più fronti e solo attraverso il bombardamento di punti strategici da parte dell'aviazione militare. Khamenei ha parlato alla nazione in un discorso trasmesso dalla tv.

Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, considerato dalla diplomazia internazionale e dalle cancelleria elemento in grado di mediare le situazioni complesse, ha ribadito che "non vogliamo una escalation, ma ci difenderemo contro ogni aggressione". Diversa era stata la reazione di Trump al raid iraniano: "Va tutto bene", ha twittato il presidente americano. Stiamo facendo una ricognizione dei danni e delle vittime in queste ore. Missili lanciati dall'Iran su due basi militari situate in Iraq. Finora tutto bene! Abbiamo di gran lunga l'esercito più potente e ben equipaggiato del mondo! Poi, rivolgendosi "al popolo e ai leader iraniani", il presidente ha affermato che gli Usa "sono pronti ad abbracciare la pace".

C'è grande attesa per le parole che arriveranno mercoledì dalla Casa Bianca, dopo che a ridosso dell'attacco il tycoon ha incontrato il capo del Pentagono Mark Esper e il segretario di Stato Mike Pompeo.