Iran nel caos, la polizia spara sulla folla

Iran nel caos, la polizia spara sulla folla

Cortei si sono svolti, anche questa mattina, per chiedere le dimissioni della Guida Suprema Alì Khamenei per l'abbattimento, in seguito ad un errore, di un aereo ucraino in cui sono morte 176 persone. Nella capitale la polizia ha caricato i manifestanti che si erano riuniti nella Azadi Square. Alcuni video che circolano sui social mostrano spari da parte degli agenti.

"Mentono dicendoci che il nostro nemico è l'America. Fermate l'assassinio del vostro grande popolo!".

"Per il leader di Iran - NON UCCIDERE i MANIFESTANTI", Trump ha scritto domenica. Anche i giornali riformisti dell'Iran hanno preso posizione.

"I fondamentali del greggio Usa rimangono deboli per i prossimi mesi e si prevede che le scorte aumentino all'hub di Cushing", commenta Virendra Chauhan, analista petrolifera presso Energy Aspects a Singapore. Intanto l'ambasciatore britannico a Teheran, Rob Macaire, è stato trattenuto per una quindicina di minuti dalla polizia: secondo l'agenzia iraniana Mehr avrebbe partecipato alle manifestazioni ed è stato fermato per il suo presunto "coinvolgimento nel provocare atti sospetti".

Una folla di manifestanti filo-governativi ha bruciato una bandiera britannica di fronte all'ambasciate di Londra a Teheran. A questo punto da un punto di vista diplomatico occorre fare una riflessione: gli USA hanno reagito duramente ma con una rabbia giustificata; da tempo gli USA non vedono di buon occhio la reazione europea ai fatti del mondo arabo; da tanto gli USA non riescono a dimostrare con fatti quanto l'Iran stia facendo per la confezione di bombe atomiche perche agli ispettori americani non si è concesso il tempo necessario per ispezionare alla fonte il processo chimico che porta alla costruzione di bombe atomiche; adesso gli USA affermano che l'Iran non ha mai vinto una guerra e che quindi mancano i mezzi necessari per far paura seriamente all'Occidente. Il capo della diplomazia europea Josep Borrell si è detto "molto preoccupato dopo la temporanea detenzione dell'ambasciatore. Il rispetto della Convenzione di Vienna è un obbligo".