Iran attacca Usa, petrolio e oro volano

Iran attacca Usa, petrolio e oro volano

Come si temeva, le tensioni crescenti tra Usa e Iran che nelle scorse ore ha portato Teheran a scagliare un attacco missilistico contro le basi statunitensi in Iraq, stanno avendo immediate ripercussioni anche sui mercati finanziari internazionali.

Anche la corsa dell'oro, bene rifugio per eccellenza, è diminuta. Dopo aver toccato in nottata i massimi dal 2012, il prezzo del metallo prezioso, arrivato fino aun picco di 1.611 dollari, è sceso sotto quota 1.600 dollari l'oncia. Al momento in cui scriviamo, il Brent quota 68,21$ al barile, in calo di -0,09% e in tendenza a scendere ancora se non ci saranno altri sussulti. Il Brent è salito a 71,7 dollari, con un rialzo di oltre il 5%, per poi stabilizzarsi in mattinata sui 69 dollari. "L'economia mondiale - ha detto il ministro dell'Energia degli Emirati arabi uniti, Suhail al Mazrouei, alla Cnn Business - non può sostenere un ritorno del prezzo del petrolio a 100 dollari al barile".

Questo saliscendi del petrolio riguarda direttamente l'atto di guerra accaduto nella notte. In quel caso, tuttavia, il balzo delle quotazioni del greggio si era esaurito nel giro di appena dieci giorni. Sostenuto dalle tensioni geopolitiche ma anche - come ricorda il Sole 24 Ore - "dalle politiche monetarie espansioniste che la Federal Reserve promette di proseguire a lungo e dalla forte domanda delle banche centrali nei Paesi emergenti, anche in un'ottica di dedollarizzazione" l'oro ha visto dallo scorso 10 dicembre un aumento del 27% delle posizioni nette lunghe.

Poco mossi invece i mercati valutari con l'euro scambiato a 1.1150 dollari (1,1144 dollari dopo la chiusura di Wall Street di ieri sera) e 120,86 yen.