In quelle basi anche italiani, condanniamo l'attacco

In quelle basi anche italiani, condanniamo l'attacco

Si tratta del primo contatto tra Ankara e Roma dopo il voto del Parlamento turco del 2 gennaio scorso che ha dato il via libera al dispiegamento di truppe a sostegno del governo di Tripoli, contestato dall'Italia che teme un'ulteriore escalation del conflitto e continua a lavorare per una soluzione politica della crisi. Come ha appunto sottolineato il ministro degli Esteri a Erbil erano presenti anche militari italiani, che sono rimasti illesi, dopo essersi rifugiati in un bunker. Invitiamo entrambe le parti alla moderazione e alla responsabilità.

Teheran ha già divulgato le sue parole facendo chiarezza sul fatto che tutto questo sia stato fatto per vendicare la morte del generale. "Previene infiltrazioni terroristiche e monitora una situazione sempre più incandescente". "Dopo il vertice Di ieri a Bruxelles e la mia visita in Turchia, oggi sono in viaggio verso Il Cairo, per discutere ancora di Libia e della situazione in corso". Questa sera saro' ad Algeri.

L'Ue non puo' restare immobile, l'Ue non puo' mostrarsi divisa ma deve parlare con una sola voce - conclude Di Maio -. "Bisogna smetterla di vendere armi, bisogna fermare ogni interferenza esterna in Libia". "Come Italia - prosegue ancora il post di Di Maio - abbiamo peraltro ottenuto che al Consiglio Affari Esteri di venerdì si parli, oltre che di Iran, anche di Libia, che per noi è la priorità".

L'Unione europea, secondo Di Stefano, sarebbe stata troppo debole "nel sostenere l'accordo nucleare (JCPoA) dal 2015 in avanti permettendo che fosse smantellato dagli USA quando invece rappresentava l'unica maniera per tenere l'Iran in contatto con l'Occidente in cambio di buone garanzie commerciali".

Una guerra che si sarebbe potuto evitare, e che "se dovesse trovare nuove 'esplosioni' nelle prossime ore, si trasformerebbe in una catastrofe umanitaria senza precedenti nel giro di pochissimi giorni".