"Hammamet": una scena del film con Craxi e la figlia

Ma di sicuro chi ha prodotto "Hammamet" ha visto giusto: sia nel tema, sia nel timing. Dopo c'è una cena anch'essa celebrativa, chissà a spese di chi, tutti i salmi finiscono.a tavola. Una ferita che fa male non solo a quello che rimane del suo popolo devastato non però dimentico, ma all'Italia che da allora si è molto rimpicciolita in un'Europa divisa ed impotente. Non tutti se lo possono permettere ma un grande sì che può, anche questo agio.chissà con che soldi. Quel discorso lo ricordo bene perché ero presente nell'ex fabbrica Ansaldo e ricordo anche l'atmosfera, per me molto imbarazzante, che si respirava. I denari per la politica sono come le armi per la guerra, sentenziò il condottiero accorto che tutto aveva compreso. "Ogni film è un viaggio, ma questo è un viaggio davvero particolare". Favino non solo è totalmente dentro il personaggio come deve fare un grande attore, ma anima i comportamenti, il modo di gesticolare, i tic di Craxi fino a riproporne la voce tanto da far dimenticare che ci si trova di fronte ad una mera rappresentazione e non all'autentico Bettino Craxi. "Non rispetta le donne, le usa" (vizi privati diffusi, pubbliche virtù).

L'ultimo film di Gianni Amelio dedicato alla figura del leader del Partito Socialista Italiano è un thriller di parola che, attraverso l'accurata manomissione cinematografica di testimonianze reali, cerca di mettere in scena una delle figure più controverse e discusse della politica italiana.

Il tormento dei figli Stefania (nel film si chiama Anita) e Bobo (Alberto Paradossi) si alterna con l'oscura presenza di Fausto (Luca Filippi), un ragazzo figlio di un ex compagno di partito del Presidente (così viene chiamato Bettino nel film). Al fianco del noto regista Gianni Amelio, infatti, ha svolto un ruolo fondamentale nel collaborare alla direzione e alla scrittura del film il mio amico Edoardo Petti.

E' romantica e fantasiosa la chiusura: In un varietà satirico immaginario accostano "leader" a "lader".

Si tratta senza dubbio di un successo annunciato, un lavoro cinematografico di prim'ordine che inorgoglirà noi Ischitani più attenti, anche se non necessariamente veterosocialisti. Era curioso dell'umanità, ascoltava gli altri.