Fmi, Capone: Italia fanalino di coda in Ue, occorre più coraggio

Fmi, Capone: Italia fanalino di coda in Ue, occorre più coraggio

Il documento, che dovrà essere discusso dal direttorio del Fondo a metà marzo, pronostica un più 0,5% del Pil nel 2020 e una crescita dello 0,6%-0,7% negli anni successivi, in linea con le cifre fornite lo scorso 20 gennaio durante il Wef a Davos. "L'avverarsi di shock, come un'escalation delle tensioni commerciali, una frenata negli scambi con i principali partner o eventi geopolitici potrebbero comportare prospettive molto più deboli". Secondo il Fondo il deficit dovrebbe essere "circa il 2,4 per cento del Pil nel 2020" e poi in lieve calo, mentre il debito resterà vicino al 135 per cento nel medio termine, prima di salire nel lungo termine a causa della spesa pensionistica.

La raccomandazione della Fmi è di avvantaggiarsi degli attuali tassi d'interesse bassi per mettere a punto un piano di consolidamento credibile di medio termine. Per questo, nel rapporto si raccomanda di ridurlo ancora, puntando al 2% del Pil. In che modo? Ampliando la base imponibile Iva, intervenendo sulle rendite catastali e continuando la lotta all'evasione fiscale.

(Teleborsa) - L'Italia si conferma come il Paese europeo con le più basse previsioni di crescita, con il Pil del 2020 stimato al + 0,5%, anche a fronte di un miglioramento della gestione dei conti pubblici.

Il Fondo Monetario Internazionale bacchetta l'Italia sul Pil e lo fa senza mezzi termini nel suo Rapporto Article IV presentato oggi. L'Italia ha fatto molto per riformare il proprio sistema pensionistico, ricorda l'Fmi, "generando risparmi nel lungo periodo". E insiste sulla necessità di "preservare l'indicizzazione dell'età di pensionamento alla speranza di vita", rilevando come Quota 100 abbia invece creato una "discontinuità" nel meccanismo e abbia fatto riaumentare la spesa. La capitalizzazione e la qualità degli attivi delle banche - specifica nel Rapporto - sono migliorate considerevolmente, tuttavia restano sfide importanti" specificando che "la dipendenza ancora alta dalle misure straordinarie di liquidità della Bce; e un intensificarsi delle misure correttive che "ha generalmente richiesto tempo". La stima, contenuta nel Documento conclusivo pubblicato al termine della missione annuale nel nostro Paese, "è basata su crescita nominale inferiore a quella prevista dalle autorità ed esclude future clausole di salvaguardia Iva". Inoltre, si consiglia di evitare il più possibile l'uso preventivo dello schema di garanzia di depositi.