Eataly: Andrea Guerra dice addio, lascia cariche operative

Eataly: Andrea Guerra dice addio, lascia cariche operative

Oscar conferma anche che non muta l'azionariato di Eataly detenuto per il 60 per cento circa dai Farinetti con partecipazioni del 20 percento ciascuno della famiglia Miroglio e della Tamburi investment partners.

Dopo cinque anni al timone, Andrea Guerra lascia la gestione corrente di Eataly, la catena di negozi che vendono i prodotti alimentari Made in Italy nelle città italiane e straniere.

Il cambio di governance è stato ufficializzato dal consiglio di amministrazione. In attesa di conoscere il bilancio definitivo del 2019 i ricavi di Eataly sono stati di 620 milioni di euro e l'utile netto è previsto tra i 5 e i 10 milioni.

Intanto Eataly annuncia che a febbraio illustrerà i risultati per l'anno 2019 che "può essere definito come un ulteriore anno di grande crescita globale della società" e si prepara alle nuove iniziative per il 2020, con ulteriori importanti aperture in America e a Londra. "Andrea ha dato un contributo decisivo per accelerare l'evoluzione della struttura organizzativa". "Ad Andrea Guerra vanno i ringraziamenti per l'enorme apporto manageriale e umano fornito in questi quasi cinque anni di intensa attivita'", sottolinea il fondatore di Eataly.

"Lascio la presidenza operativa di Eataly, avendo la consapevolezza che si è compiuto il percorso disegnato con il supporto degli azionisti per rafforzare ulteriormente la società nel mondo - aggiunge Guerra - Sono grato a tutte le persone di Eataly per il lavoro svolto insieme in questi anni".

Eataly: Guerra dice addio.

In un'intervista al Corriere della Sera, Oscar Farinetti ha spiegato che il figlio Nicola avrà i poteri del ceo, l'altro figlio Francesco si occuperà del nuovo progetto Green pea e Andrea delle aziende agricole. "E comunque siamo pronti per la Borsa e quando un giorno decideremo magari ci quoteremo direttamente a New York".