Coronavirus, Roberto Burioni: "Possibile la trasmissione da persone senza sintomi, lotta difficilissima"

Coronavirus, Roberto Burioni:

Gli studiosi di Hong Kong hanno preso in esame una famiglia cinese di sei persone che ha fatto un viaggio a Wuhan tra fine dicembre e inizio gennaio, per poi rientrare a Shenzhen (provincia di Guangdong): cinque (tra i 36 e i 66 anni) sono risultati infetti - con febbre, sintomi respiratori, diarrea - e hanno contagiato un altro membro della famiglia che non era stato a Wuhan.

Nella seconda parte del suo articolo, Roberto Burioni cita la rivista The Lancet per riportare i dati che interessano esclusivamente la Cina. "Quindi, non c'è motivo di evitare ristoranti cinesi, quartieri cinesi e i cinesi stessi". Sul suo sito MedicalFacts, ha sottolineato che "l'unica cosa che devono fare i cittadini italiani (e io sono stato il primo a dirlo, suscitando qualche critica che ora appare grottesca), è semplice: non andare in Cina". Secondo Burioni, "dovrebbero cessare gli allarmi e la stampa dovrebbe smetterla di generare il panico ogni volta che un cittadino di origine asiatica ha la febbre. È il periodo dell'influenza - ha aggiunto ancora il medico - ed è normale che accada". Vi prego, giornalisti: aspettate la conferma delle notizie, prima di diffonderle. "La notizia che ritengo essere la più brutta di tutte, arriva da un articolo pubblicato ieri su TheLancet". Sembra possibile - dice il virologo - l'esistenza di pazienti asintomatici, che stanno bene, non hanno febbre, ma possono diffondere il coronavirus. Il che significa - scrive Burioni - che la misurazione della temperatura agli aeroporti potrebbe non essere sufficiente per bloccare la diffusione della malattia. Mettendo poi in discussione i numeri ufficiali diffusi dalle autorità di Pechino relativamente all'epidemia: "Sappiate che non hanno niente a che vedere con la realtà", scrive l'esperto. La posizione potrebbe però cambiare alla luce dei nuovi casi che si stanno verificando anche in Europa, a partire dalla Francia. "La lotta contro quest'infezione sarà più difficile del previsto".