Cecilia Alemani sarà la curatrice della Biennale d’Arte 2021

Cecilia Alemani sarà la curatrice della Biennale d’Arte 2021

Il Cda della Biennale di Venezia, diretto da Paolo Baratta, ha nominato Cecilia Alemani direttrice del Settore Arti Visive, con lincarico dellorganizzazione e lallestimento della prossima 59esima Esposizione Internazionale darte. "Come prima donna italiana a rivestire questa posizione, capisco e apprezzo la responsabilità e anche l'opportunità offertami e mi riprometto di dare voce ad artiste e artisti per realizzare progetti unici che riflettano le loro visioni e la nostra società".

Tra le esposizioni più riuscite e sorprendenti alla Biennale di Venezia nel nuovo millennio va annoverato il Padiglione Italia, gestito dal Ministero dei beni culturali e non dall'ente veneziano, firmato dalla curatrice Beatrice Alemani nel 2017: scelse appena tre artisti, Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey, e disegnò una mostra anche inquietante e generatrice di idee dal titolo "Un mondo magico". In occasione della nomina a curatore della Biennale d'arte Contemporanea 2021, Cecilia Alemani ha dichiarato: "È un grandissimo onore poter assumere questo ruolo in una delle istituzioni italiane più prestigiose e riconosciute al mondo". Cecilia Alemani è però la prima italiana a ricoprire l'incarico. Ma la sua casa è New York dove è responsabile e capo curatore di High Line Art, programma di arte pubblica della High Line, il parco urbano sopraelevato costruito su una ferrovia abbandonata di New York. Ha collaborato con molti degli artisti più rinomati della scena contemporanea, da Olafur Eliasson a Barbara Kruger, da John Baldessari allitaliana Paola Pivi, Ed Ruscha, Nari Ward e Adrian Villar Rojas.

Il critico punta il dito sul presidente uscente Paolo Baratta, accusandolo di aver voluto, con questo incarico conferito a fine mandato "interdire per un biennio al suo successore di indicare una diversa politica culturale nel mondo dominato dal mercato dell'arte, ipotecando il futuro, attraverso la perpetuazione di una tradizione familistica inaccettabile, come per una predestinazione". Un progetto che ha allineato l'Italia a quanto accade negli altri padiglioni nazionali e ha accantonato l'idea, adesso del tutto improponibile e inutile, di dover rappresentare in Biennale una fotografia dell'intero movimento italiano.

Il Cda ha confermato per il 2020 Ivan Fedele quale direttore del settore Musica e ha approvato un nuovo programma della sezione Venezia Classici del settore Cinema.