Tumori al polmone: nuove speranze da un farmaco

Tumori al polmone: nuove speranze da un farmaco

Tumore al polmone c'è una nuova speranza per guarire e arriva dai ricercatori della società americana di biotecnologia chiamata Amgen.

La nuova molecola si comporta come una sorta di "infiltrata speciale".

La molecola che blocca il tumore al polmone, inserendosi in una tasca, mai individuata prima, di una proteina, agisce bloccando il cancro anche nei pazienti sui quali le cure non hanno effetto. Approccio Radio-Immuno-Genomico nell'identificazione di modelli prognostici e predittivi della risposta all'immunoterapia nel tumore del polmone non a piccole cellule il titolo del progetto, che ha ottenuto un finanziamento di 1 milione e 119mila euro.

La molecola che rappresenta una nuova arma si chiama AMG510 è stata scoperta dai ricercatori Amgen infatti sfruttando una tasca nascosta della proteina KRASG12C, potrebbe diventare una nuova arma contro i tumori al polmone e altri tumori solidi.

Il cancro del polmone, prima causa di morte oncologica (12%), in Italia colpisce ogni anno 42.500 persone (29.500 uomini e 13 mila donne) con un tasso di sopravvivenza del 16% a 5 anni e del 12% a 10.Sul totale delle diagnosi, 35 mila l'anno (l'80%) riguardano il cosiddetto tumore al polmone non a piccole cellule.

La Rete Italiana Screening Polmonare sarà basata su uno studio e un reclutamento pazienti, a partire dal 2020, con l'obiettivo di arruolare in due anni 24mila forti fumatori (che consumano almeno un pacchetto di sigarette al giorno) over 50 in Italia, Paesi Bassi, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. A fronte di questi passi in avanti tuttavia nel nostro Paese la diagnosi è spesso tardiva e l'accesso ai test molecolari, per tipizzare la neoplasia e individuare i target per terapie mirate, non è omogeneo su tutto il territorio nazionale né rimborsabile in tutte le Regioni. L'Italia è capofila in Europa, con 12 strutture partecipanti coordinate dall'università di Torino. La terapia ha ridotto il problema nel 54% dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule, 7 dei 13 pazienti valutabili che hanno ricevuto 960 mg e ha arrestato la crescita tumorale nel restante 46%, 6 dei 13 pazienti valutabili che hanno ricevuto 960 mg dimostrando un controllo della malattia nel 100% dei pazienti.

Il trattamento mostra un profilo di sicurezza e tollerabilità favorevole: nello studio di fase I nessun paziente ha riportato tossicità tali da dover ridurre la dose di farmaco ed effetti collaterali gravi correlati alla terapia in studio.