Moglie malata di Sla, commercialista raccoglie fondi per finanziare ricerca

Moglie malata di Sla, commercialista raccoglie fondi per finanziare ricerca

E lui, Lorenzo Caposella ha voluto precisare ai giornalisti che lo hanno interpellato: "Non sono un eroe, ho semplicemente garantito ai finanziatori statunitensi che la compartecipazione dell'Italia ci sarebbe stata.Ho solo fatto da garante, ero certo che i fondi, come poi è avvenuto, sarebbero stati trovati per uno studio di così grande valore".

Nel 2015 a sua moglie era stata diagnosticata la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, una malattia terribile ancora senza cura. Per collaborare alla ricerca e raccogliere i fondi, l'uomo ha ipotecato la propria casa, evolvendo tutto il ricavato per una ricerca internazionale, di cui il Centro Sla è capofila, cui aderisce anche il Massachusetts General Hospital dell'Università di Harvard.

"Senza l'aiuto della Fondazione e di questa persona - ha detto la dottoressa Letizia Mazzini, direttrice del Centro Sla - non avremmo potuto dare il via al progetto". Credo che dovrebbe essere il sistema pubblico a trovare i fondi. Accanto ai finanziatori privati, il Centro esperto Sla di Novara beneficia dell'importante supporto della Fondazione Banca popolare di Novara.

"Lorenzo Capossela - racconta Repubblica - è un commercialista di Benevento, ha 57 anni, due figli". Brevettata da un'azienda statunitense per alcune patologie neurodegenerative, la biomolecola RNS60 non era mai stata testata sulla Sla. "La prima fase del progetto si è conclusa positivamente - spiega la dottoressa Mazzini -: la biomolecola non crea alcun problema". Sua moglie è morta ad aprile senza avere la possibilità di sapere se la sperimentazione del centro novarese, a cui ha partecipato nella fase iniziale della sua malattia potesse servire a fare un passo avanti nella conoscenza.