Cosa prevede il Patto della Salute per il periodo 2019

Cosa prevede il Patto della Salute per il periodo 2019

"Per attuare il Patto, sia a livello nazionale, sia a livello territoriale, occorre definire subito con governo e Regioni appositi luoghi e modalità di confronto permanente e di partecipazione democratica, in cui accanto al ruolo delle Istituzioni, si possa esprimere la responsabilità dei cittadini e delle forze sociali di rappresentanza", concludono Cgil, Cisl, Uil. Negli anni si sono alternate molte proposte per risolvere l'emergenza medici, senza esiti significativi.

Il progetto "La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere" accoglie positivamente il nuovo Patto per la salute firmato oggi in Conferenza Stato-Regioni, che affronta temi chiave per la presa in carico dei pazienti oncologici e onco-ematologici, come il fenomeno della migrazione sanitaria, ma anche lo screening dei tumori mammari e l'erogazione delle prestazioni sanitarie essenziali.

Più risorse per la sanità, specializzandi in corsia, possibilità per i medici di rimanere al lavoro fino ai 70 anni, ma anche sei mesi di tempo per la revisione delle procedure sui commissariamenti, che tenderanno sempre più a essere una extrema ratio. "Ovvero inserire nelle strutture ospedaliere personale medico privo della specializzazione, richiamare in servizio personale già in quiescenza o addirittura mantenendo in servizio i medici fino a 70 anni sono soluzioni inopportune e gravi che dovranno essere necessariamente riconsiderate e sulle quali esprimiamo la nostra decisa contrarietà non escludendo alcuna forma di iniziativa finalizzata a contrastarle".

Queste riforme saranno possibili grazie ad un lauto stanziamento di fondi per il triennio, pari a 3,5 miliardi che si aggiungono ai 18 complessivi, ed alle somme stanziate per edilizia (2 miliardi) ed ammodernamento tecnologico (1,5 miliardi).

Secondo il Ministro Speranza, si tratterebbe di una riforma storica.

Oltre a queste novità, il Ministro Speranza ritiene anche che sia necessario aggiornare la normativa sulla validità e lo scorrimento delle graduatorie del personale sanitario, in modo da velocizzarne la procedura di reclutamento. Ma abbiamo un obiettivo molto più ambizioso da qui alla fine della legislatura, annunciato insieme al presidente del Consiglio Conte: 10 miliardi per la sanità.