Brexit, passaporto e visto per viaggiare nel Regno Unito

Brexit, passaporto e visto per viaggiare nel Regno Unito

Un'altra novità riguarderà un sistema di visti elettronici, molti simile a quello attualmente utilizzato negli States, e che riguarderà i visitatori provenienti dai Paesi Ue e del Commonwealth. Inoltre in base alle nuove regole, verranno aumentati i controlli all'ingresso e all'uscita del Paese per verificare che i tempi dei visti siano rispettati. Priti Patel, ministro dell'Interno, se la sarebbe presa soprattutto con le carte d'identità italiane e greche, a suo dire facili da falsificare.

Il nuovo sistema di 'Electronic Travel Authorisation' (Eta), ha spiegato il ministro dell'Interno Priti Patel, renderà più agevoli le verifiche alle frontiere e faciliterà l'individuazione delle persone a rischio.

Con la fine della libertà di movimento per i cittadini Ue, inoltre, alle frontiere britanniche verranno introdotte nuove misure per fermare gli ingressi dei cittadini europei con precedenti penali. Come cambiano le regole? In primis i nostri connazionali non potranno più usare la carta d'identità: la Gran Bretagna accetterà soltanto i suddetti passaporti biometrici. Occorrerà chiedere, quindi, un'autorizzazione online prima di partire per Londra e bisognerà farlo almeno tre giorni prima del viaggio, con le vacanze last minute che, quindi, non saranno più possibili.

Non è chiaro se i Conservatori abbiano avanzato la proposta per reali rischi alla sicurezza del Regno Unito. È ciò cui dovranno sottoporsi tutti i cittadini stranieri, inclusi quelli dei Paesi Ue, dopo la Brexit e il successivo periodo di transizione nel rispetto dello status quo previsto per ora fino al 31 dicembre 2020. Quantomeno se i Conservatori di Boris Johnson vinceranno le elezioni del 12 dicembre e quando si realizzerà la Brexit. Corbyn ha usato il gradimento espresso da Trump per il rivale Johnson come arma per attaccare i Tory in campagna elettorale, sostenendo che BoJo - in caso di vittoria alle urne - ha intenzione di vendere parti del sistema sanitario nazionale agli Usa, nell'ambito di un futuro accordo commerciale bilaterale con Washington post-Brexit.