Autostrade, tensione governo: Di Maio spinge per revoca, Conte frena

Autostrade, tensione governo: Di Maio spinge per revoca, Conte frena

Secondo la relazione della Corte dei Conti sulle concessioni autostradali, il mondo delle concessioni ha generato un fatturato di circa 7.196 milioni di euro. Aspi ha avvertito Mit, Mef e il premier Conte che l'adozione di una norma simile determinerebbe la risoluzione della convenzione (art.9-bis comma 4), facendo scattare il diritto al maxi-indennizzo. Ieri la società Autostrade, in una lettera, ha minacciato di intentare una causa da 23 miliardi di danni per la norma sulle concessioni approvata salvo intese nel decreto Milleproroghe.

Di Maio fa riferimento, soprattutto, alla recente intervista pubblicata da Il Messaggero, nella quale si leggono le parole del presidente del Consiglio mentre sostengono che: "Non abbiamo disposto la revoca o la decadenza di nessuna concessione".

Secondo quanto affermato dal report, servirebbero quindi maggiori controlli sulle infrastrutture così come sul capitale investito, in modo da poter sempre superare prontamente le inefficienze riscontrate: diverse sono infatti le autorità indipendenti che hanno riscontrato carenze nella gestione dei tratti autostradali. Abbiamo previsto che, in caso di revoca o decadenza, la gestione possa essere affidata ad Anas e stiamo semplificando il regime degli indennizzi, applicando la disciplina uniforme degli appalti. Ma su una cosa il premier è tassativo: "Non si potranno più applicare norme di favore come quelle invocate da Atlantia", la quale anche in caso di inadempimento grave "pretenderebbe un indennizzo di decine di miliardi". "Una volta che avremo terminato l'analisi, tutto il governo approfondirà il se, il come e il quando", e "a gennaio saremo in grado di prendere una decisione, ma fino a quando non avremo esaminato tutti gli aspetti non mi sbilancio". Nessuna nazionalizzazione o vendetta.

D'altra parte, è subito arrivata la risposta di Di Maio: "Abbiamo 43 vittime, delle famiglie che ancora piangono, indagini e perizie che ci dicono che Autostrade non ha provveduto adeguatamente alla manutenzione del ponte Morandi nonostante fosse a conoscenza dei rischi". "Su questo il governo è compatto", ha aggiunto, "e se qualcuno la pensa diversamente aspetto di ascoltare le loro motivazioni, sono curioso. È gravissimo, non c'è altra soluzione alla revoca della concessione, mi sembra evidente", scrive il leader pentastellato sul suo account ufficiale.

E ancora, in un'intervista concessa al quotidiano La Stampa, Di Maio sostiene che "non bisogna aver paura di combattere un colosso, lo Stato va protetto e la regola chi sbaglia paga deve valere per tutti".