Roma, operazione antidroga Grande Raccordo Criminale: 51 arresti

Roma, operazione antidroga Grande Raccordo Criminale: 51 arresti

Dei 51 provvedimenti emessi dal Gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma, cinquanta sono misure cautelari in carcere mentre nei confronti di una persona sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Questi ultimi rappresentano gli acquirenti all'ingrosso che, a loro volta, sono i referenti/responsabili di sotto-gruppi criminali che riforniscono le diverse "piazze" di spaccio di quartiere, esercitando il business della droga sull'intero territorio della Capitale (con basi a Nord nel quartiere Bufalotta, a Est nei quartieri San Basilio, Colli Aniene, Tor Bella Monaca e Borghesiana, a Sud nei quartieri Tuscolano e Romanina, a Ovest nei quartieri Ostia e Primavalle) e nelle zone limitrofe (comuni di Frascati, Ardea e Artena), secondo una vera e propria logica imprenditoriale di divisione dei compiti.

C'erano Fabrizio Fabietti e Fabrizio Piscitelli a capo dell'associazione scardinata dalle forze dell'ordine nel corso dell'operazione "Grande raccordo criminale". In una intercettazione infatti gli inquirenti hanno ascoltato un fedelissimo di Piscitelli lamentarsi dei suoi atteggiamenti, sempre più violenti e prevaricatori: "Non sta bene - si sente nella una conversazione intercettata il 13 maggio 2018- ... lui è Fabrizio Piscitelli... pensa che comunque non ci può essere un matto che prende e gli tira una sventagliata sul portone, non lo capisce...".

Nell'organizzazione erano presenti per quest'ultimo aspetto picchiatori, ultras ed ex pugili, tra cui cittadini albanesi in grado di garantire la "copertura militare" necessaria all'organizzazione per garantire la Pax Criminale fra i soggetti coinvolti nel traffico internazionale di sostanza stupefacenti.

"Li massacriamo tutti" e "vabbè spariamogli, che dobbiamo fare" alcune delle frasi intercettate dai narcos che dimostrano quanto la violenza esercitata fosse il modo per controllare le piazze. Ossia non intercettabili dagli attuali sistema in uso alle forze di polizia. "Tutto ruotava attorno a Piscitelli", ha detto il procuratore facente funzioni di Roma, Michele Prestipino.

"Si tratta di un gruppo criminale di narcos che non ha eguali in altre città italiane che operava a Roma Nord e che coinvolge criminalità sportiva, politica e non solo". Soggetti che controllano la rete dei grandi grossisti. "Questa operazione, ha concluso la Procura, ci permette di squarciare il velo rispetto al traffico di stupefacenti sulla piazza di Roma".