Papa Francesco: "Costruire ponti con la mano tesa e senza aggressione"

Papa Francesco:

All'udienza generale in piazza San Pietro, il Papa ha proseguito il suo viaggio con gli Atti degli Apostoli, prendendo a riferimento al figura di San Paolo e la sua predicazione all'areopago di Atene.

Sacerdote da settant'anni ("ma è come se fosse il primo giorno", ha spiegato ancora a Papa Francesco), napoletano, padre Filippo Grillo oltre a essere missionario vincenziano (ossia appartenente alla Congregazione della Missione fondata nel 1625 a Parigi da San Vincenzo De Paoli affinché predicassero il Verbo di Cristo tra la gente di campagna), è stato anche superiore provinciale della sua congregazione, oltre a vicario episcopale per la vita consacrata, carica che ha mantenuto fino a cinque anni. Paolo sceglie di entrare in familiarità con quella città [.]. Incontra giudei, filosofi epicurei e stoici, e molti altri. L' apostolo delle genti "freme dentro di sé al vedere la città piena di idoli", ma "questo "impatto" col paganesimo" anziché "farlo fuggire, lo spinge a creare un ponte per dialogare con quella cultura". E questo ci fa interrogare sul nostro modo di guardare le nostre città: le osserviamo con indifferenza? In tal modo Paolo osserva la cultura osserva l'ambiente di Atene "a partire da uno sguardo contemplativo" che scopre "quel Dio che abita nelle sue case, nelle sue strade e nelle sue piazze". Oppure con la fede che riconosce i figli di Dio in mezzo alle folle anonime? "Non guarda la città di Atene e il mondo pagano con ostilità" ma "con gli occhi della fede". Riaffiora alla mente lo stile missionario inaugurato da san Francesco che, ai missionari coraggiosi mossi da divina ispirazione per annunciare il Vangelo tra i saraceni, chiede di evitare dispute e di agire con mansuetudine e gentilezza, senza mai assecondare la logica della prevaricazione e della prepotenza. Nel cuore di una delle istituzioni più celebri del mondo antico, l'Areopago, egli realizza uno straordinario esempio di inculturazione del messaggio della fede: annuncia Gesù Cristo agli adoratori di idoli, e non lo fa aggredendoli, ma facendosi "pontefice, costruttore di ponti". Il Pontefice traccia il metodo usato dall'Apostolo per evangelizzare i Greci, partendo dall'empatia. "Chiediamogli la capacità di inculturare con delicatezza il messaggio della fede - l'invito finale - ponendo su quanti sono nell'ignoranza di Cristo uno sguardo contemplativo, mosso da un amore che scaldi anche i cuori più induriti". "Sempre costruire ponti, sempre la mano tesa, niente aggressione!", ha esclamato Francesco a braccio.