Mes, lo smemorato Salvini e gli inconsapevoli italiani

Mes, lo smemorato Salvini e gli inconsapevoli italiani

Sulla ratifica della revisione del Meccanismo Europeo di Stabilità il Parlamento è sovrano, sottolineano fonti di governo tornando sulle polemiche relative al Mes. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, nel suo intervento all'assemblea Anci ad Arezzo.

Il backstop entrerà in vigore, se la riforma verrà approvata, entro il primo gennaio 2024; potrebbe anche entrare in vigore prima, se le banche faranno progressi sufficienti nella riduzione degli Npl, come vengono detti in gergo i crediti deteriorati ("alcune grandi banche italiane" hanno già fatto una profonda operazione di pulizia dei loro bilanci, ha riconosciuto di recente anche il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz). Ho chiesto un vertice perché in Europa siamo stati abituati a colpi bassi in passato, che non abbiamo più intenzione di subire" e poi Di Maio si affretta a dire che ha avuto rassicurazioni che Conte non ha firmato nulla.Ma di che cosa si tratta: "il Mes è il Meccanismo Europeo di Stabilità, un'evoluzione del vecchio Fondo salva stati (Fondo europeo di stabilità finanziaria), messo a punto nel 2011 nell'Unione Europea allo scopo di fronteggiare le crisi finanziarie come quella che ha travolto la Grecia. I deputati grillini della commissione Finanze hanno diffuso una nota con la quale dicono: "il Parlamento aveva dato un preciso mandato al presidente del Consiglio".

Perché la riforma del Mes va a svantaggio dell'Italia? Ciò, chiaramente, avvantaggerebbe la Germania, i cui Bund hanno un rating tripla A e sono considerati l'investimento sicuro per eccellenza.

Dopo l'invenzione di una Manovra che aumenta le tasse, mentre in realtà le diminuisce, ora ci raccontano che daremo un sacco di soldi pubblici al Fondo europeo Salvastati, togliendoli agli italiani che stringono la cinghia, e tutto questo in gran segreto. "Il dibattito di questi giorni su questo argomento è senza senso".

Il numero due di Assonime ribadisce poi come dietro questa spinta alla riforma del Mes, ci sia la Germania. "Tutta l'agenda economica di cui parliamo è frutto di un'agenda tra Francia e Germania, un'agenda che si occupa solo e soltanto di disciplina condita di preoccupazioni per la sostenibilità del nostro debito. Ma solo la disciplina non è sufficiente per il rilancio dell'Eurozona". La Germania "ha imposto un'agenda per l'Ue, convincendo i francesi e occupando culturalmente tutti gli spazi".