Luciana Lamorgese: "Libia disposta a rivedere Memorandum"

Luciana Lamorgese:

Gli aiuti economici e il supporto formativo, addestrativo, tecnologico e di mezzi garantiti dall'Italia alla Guardia costiera di Tripoli, numeri alla mano, hanno sicuramente aiutato a ridurre drasticamente le partenze dal Paese nordafricano (-97,2% negli ultimi due anni) ma la Libia non è riuscita a migliorare, come promesso, le condizioni di vita dei migranti ammassati nei Centri di accoglienza.

Mentre la ministra Lamorgese riferiva alla camera sul Memorandum con Tripoli, la procuratrice della Corte penale internazionale (Cpi) Fatou Bensouda parlava della situazione libica con toni allarmati al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. "Tale proposta è stata immediatamente e favorevolmente accolta con la comunicazione della disponibilità della controparte libica a rivedere il testo". L'obiettivo, per l'Italia, ha puntualizzato Lamorgese, "dovrà essere quello di migliorarne le condizioni, in vista della graduale chiusura di quelli attualmente esistenti, favorendo l'intervento volto alla loro trasformazione, concordata con le autorità libiche, per giungere progressivamente a prevedere centri gestiti direttamente dalle Nazioni Unite".

Secondo il prefetto, infatti, saranno necessarie anche "iniziative bilaterali volte a chiedere l'apertura di corridoi umanitari", con l'Italia che potrebbe recitare la parte "di attore protagonista" con il coinvolgimento di altri Stati membri dell'Unione europea.

Altro obiettivo è quello di rafforzare la sorveglianza ai confini terrestri meridionali del Paese, dando sostegno alle municipalità locali, "attraverso un nuovo piano di assistenza" che assicuri la distribuzione di "materiale sanitario e apparecchiature mediche, automezzi di soccorso, materiale per scuole e farmaci".

Luciana Lamorgese difende l'intesa con la Libia sui flussi migratori ma conferma la richiesta di modifiche. I libici partner affidabili.

In Libia al momento ci sono 19 centri di detenzione governativi dove - secondo alcune stime - sarebbero rinchiuse circa cinquemila persone, e le organizzazioni internazionali hanno un accesso limitato e sporadico solo a tre di questi centri. "Davvero vogliamo continuare a far finta di non sapere?" Per Erasmo Palazzotto, di LeU, la rinegoziazione del memorandum "va bene", ma deve avere "tre condizioni": la "chiusura immediata" dei centri per i migranti presenti in Libia e "la fine della detenzione" degli stessi migranti, "cosa che il governo libico può fare con un tratto di penna", un "piano di evacuazione europeo" di questi migranti ancora presenti in territorio libico, il ripristino nel Mar Mediterraneo di un "piano di salvataggio dei naufraghi che salvi anche la civiltà giuridica" dell'Italia e dell'Europa.