L'Antitrust avvia un'istruttoria sul servizio recapito delle Poste

L'Antitrust avvia un'istruttoria sul servizio recapito delle Poste

Come si legge in un nota dell'Authority, l'istruttoria dell'Antitrust verte in particolare sulla presunta violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo. Si ritiene, infatti, che i postini che hanno il compito di consegnare le raccomandate postali non procedano, in realtà, con il tentativo di recapito della raccomandata direttamente al destinatario lasciando subito in giacenza nella casella della posta personale del destinatario la raccomandata stessa. Sembra quindi che la prassi sia diversa e costringa quindi "il destinatario che voglia entrare in possesso del plico ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato".

Poste, inoltre, avrebbe veicolato messaggi ingannevoli riguardo al servizio di Ritiro digitale, vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo.

Proprio a tal fine, i funzionari della AGCM hanno svolto ieri alcune ispezioni nelle diverse sedi di Poste Italiane avvalendosi del supporto da parte del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza (acronimo GdF): azioni finalizzate ad acquisire maggiori elementi per procedere nell'istruttoria.

E, comunque, vi sono le verifiche interne, "adottando, ove si riscontrino irregolarità, i più rigorosi provvedimenti disciplinari".

"A titolo esemplificativo, nel 2019, in una sola giornata, sono stati eseguiti oltre 100 controlli in contemporanea sull'intero territorio nazionale. A conferma che i singoli casi di comportamento irregolari non sono compatibili".

Poi ancora dalle indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Bologna e iniziate nel settembre 2014 a partire dall'arresto di un incensurato 50enne bolognese, accusato di riciclare denaro sottratto a persone titolari di libretti e conti correnti, sono emersi i movimenti finanziari del primo degli indagati, da cui gli investigatori sono così partiti per fare luce su un complesso sistema di frodi ai danni di correntisti.

"Dunque, l'ipotesi di una strategia ingannevole verso i clienti è del tutto infondata e lesiva dell'immagine dell'azienda".

Replica, ieri, di Poste italiane all'Autorità garante della concorrenza e del mercato a proposito del procedimento istruttorio circa le raccomandate.