La Spagna oggi alle urne per quarta volta in quattro anni

La Spagna oggi alle urne per quarta volta in quattro anni

Le ultime elezioni, ad aprile, hanno visto il Partito Socialista dei Lavoratori (PSOE) al potere incapace di formare una coalizione dopo aver vinto il maggior numero di seggi, ma non la maggioranza, nel parlamento a Madrid.

La Spagna esce dalle quarte elezioni in quattro anni ancora senza una maggioranza chiara in Parlamento.

Venerdì, durante una manifestazione conclusiva, Sánchez ha detto ai sostenitori: "Ci sono solo due opzioni: o votare per i socialisti in modo da avere un governo, o votare per qualsiasi altro partito per impedire alla Spagna di ottenere un governo progressista". Gli aventi diritto sono poco più di 37 milioni di cittadini, chiamati a eleggere 350 deputati e 208 senatori.

L'unica alleanza possibile che possa creare una maggioranza di governo è quella tra socialisti e popolari, ma Sanchez, almeno prima del voto ha escluso un accordo con il PPE per il fatto che quel partito, nelle elezioni amministrative, si è alleato con gli estremisti di destra di Vox.

Il duello per la leadership sarà tra socialdemocratici e popolari, con i primi dati intorno al 26%, mentre i secondi sono risaliti fino al 22%, Con i sondaggi attuali, non ci sarebbe una maggioranza in parlamento, con il prossimo premier che sarebbe costretto a fare accordi con altre forze politiche per ottenere la fiducia. Ma con l'affluenza in calo e il peso dell'esasperante instabilità degli ultimi sei mesi, la vittoria del Psoe è la conferma di cui Sanchez aveva bisogno per provare in qualche modo ad andare avanti.

Vox ambisce così a raccogliere l'eredità più tradizionale della politica spagnola, promettendo il suo impegno per una "Spagna unita". "Faccio un appello a tutti i partiti. La destra per tanto tempo non ha potuto", ripeteva la sessantenne Marian, fra i militanti a Plaza Colon. Il Partito Popolare è apparso ringiovanito con Pablo Casado e per questo è risalito dai sondaggi fino al 22%.

A Barcellona intanto è calma apparente: la sfida della piazza resta, ma la mobilitazione vera e propria è rimandata a dopo il voto, con tre giornate di protesta annunciate a partire da domani.