Italia-Libia, Lamorgese: Governo al lavoro per modificare intesa

Italia-Libia, Lamorgese: Governo al lavoro per modificare intesa

Qualche volta dipende da dove si piazza la congiunzione avversativa "ma". Diversi esponenti della maggioranza, oltre ad associazioni e personalità che si occupano di immigrazione, hanno chiesto all'esecutivo di non rinnovare l'intesa, considerando le numerose e documentate violenze che i migranti subiscono nei centri di detenzione libici e da parte della cosiddetta guardia costiera libica. Ad Est il generale Haftar lotta per la sovranità del popolo aiutato anche da consulenti militari russi-chiaro che la Russia vuole guardare da vicino le risorse energetiche e strategiche della Libia in chiave anti USA? chissà cosa ne pensa il gigante petrolifero russo Lukoil già presente in Italia- Ad Ovest con un governo di accordo nazionale a stretto contatto con i Sommi Capi d'oltreoceano e i paesi della NATO tanto fedeli nel riproporre in carta bollata all'ONU le risoluzioni che davano il via libera alle "Crociate Liberali" in nome della democrazia e dell'integrità dei preziosissimi giacimenti petroliferi. Il quale, ovviamente, si frega le mani: "Si scannano su sbarchi e Libia". L'annuncio, in una intervista a Repubblica, è della stessa attuale responsabile del Viminale.

Di Maio ha detto no alla revoca delle intese, ma si è dichiarato comunque favorevole a convocare la commissione italo-libica per rivedere i contenuti del memorandum e migliorarlo.

A fare un passo indietro sull'accordo stretto tra Italia e Libia sulla questione migranti è l'ex ministro dell'Interno, firmatario del provvedimento, Marco Minniti. Un messaggio rivolto alla base anche per prendere tempo. Se, invece, entro domani, 2 novembre, il Governo italiano non interverrà gli accordi verranno automaticamente rinnovati. L'eroe del passato anti colonialista, anti imperialista, che in quel drammatico Ottobre lasciò la Libia come l'eterna incompiuta di fronte al fallimento della rivolta di quel socialismo islamico in un solo ed unico grande paese: La Libia di ieri e la Libia di oggi divisa in due alla mercè dei poteri forti pronti a spartirsi le risorse energetiche sotto le insegne della demagogia e della Democrazia costruita per segnare le sorti di un popolo e dell'intera nazione libica. "Quello che sta avvenendo questi giorni riflette lo stato della situazione che tanti migranti e richiedenti asilo affrontano in Libia". Di Maio e Zingaretti dovrebbero chiarire meglio l'obiettivo: pur nel rispetto dei diritti umani, vogliono collaborare con i libici per frenare le partenze o c'è un sottinteso messaggio di maggiore apertura?