Fusione FCA e PSA: tre modelli che potremmo vedere presto

Fusione FCA e PSA: tre modelli che potremmo vedere presto

In pratica, FCA e Peugeot hanno confermato che sono in corso colloqui intesi a creare un gruppo tra i leader mondiali della mobilità.

Il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles e il consiglio di sorveglianza di Psa Peugeot hanno concordato all'unanimità di lavorare per mettere insieme l'ex Fiat e il gruppo francese, che ha tra i propri marchi Peugeot, Opel e Citroen.

Per la banca svizzera, al netto delle sinergie, i termini dell'operazione assegnano a Fca un premio netto del 28% che corrisponde a una distruzione di valore del 26% per Psa dopo lo spin-off del gruppo di componentistica Faurecia, di cui Psa detiene il 46 per cento. L'obiettivo sarà pertanto quello di unire le forze in modo tale da creare un grande leader a livello mondiale in quella che sta diventando la nuova era della mobilità sostenibile, garantendo la difesa dell'occupazione e della totalità dei siti industriali. Inoltre, la nuova holding a monte che nascerà dalla fusione tra Fca e Psa avrà sede in Olanda e sarà quotata a Parigi, Milano e Wall Street.

Integrazione di segmenti presidiati dai due gruppi con la copertura di: luxury, premium, veicoli passeggeri mainstream, SUV, truck e veicoli commerciali leggeri.

Come anticipato, John Elkann sarà il presidente del gruppo post fusione, mentre il numero uno di Psa, Carlos Tavares, assumerà l'incarico di amministratore delegato con un mandato di 5 anni. Le due aziende prevedono che le sinergie produttive messe in campo offriranno vantaggi pari a 3.7 miliardi di euro, e non sarà necessaria nessuna chiusura degli stabilimenti attualmente operativi. Lui stesso ha dichiarato, già alla guida di Psa, di considerarsi insieme alla sua squadra "psicopatici della performance". Il fatturato sfiorerà i 200 miliardi di euro. "Psa da parte sua è un gruppo che ha una posizione finanziaria nettamente migliore, ma non sarebbe stato ancora a lungo in piedi da solo". Gli azionisti di ciascuna società deterrebbero il 50% del capitale del nuovo gruppo risultante dalla fusione e, pertanto, i benefici derivanti dall'aggregazione sarebbero equamente divisi.

"Un periodo di standstill di 7 anni a partire dal perfezionamento della fusione troverebbe applicazione in relazione alle partecipazioni azionarie di EXOR N.V., Bpifrance Participations SA, DFG e la famiglia Peugeot". Ciò rifletterebbe anche il valore aggiunto che i marchi globali di fascia alta di FCA, Alfa Romeo e Maserati, apporterebbero grazie al loro notevole potenziale di sviluppo.