Federal Reserve taglia i tassi di interesse di 0,25 punti

Federal Reserve taglia i tassi di interesse di 0,25 punti

Tuttavia la Fed ha anche lasciato intendere che potrebbe decidere di fare una pausa nella recente politica monetaria espansiva. Nel suo comunicato stampa Powell è stato ancora più chiaro. "Nel determinare la tempistica e le dimensioni" delle future mosse di politica monetaria, il Fomc "valuterà le condizioni economiche attuale e attese". Tuttavia, sul fronte internazionale le tensioni geopolitiche si sono allentate. "Storicamente, Powell ha sottolineato che la stessa strategia di copertura è stata utilizzata nientemeno che da Alan Greenspan a metà degli anni Novanta".

Ma la Fed non ha escluso ulteriori tagli in futuro. Non che si prospettino sorprese: il 95% degli analisti internazionali si dice praticamente certo che la Fed deciderà di procedere con il taglio del costo del denaro.

Wall Street dopo un'iniziale reazione tiepida alla decisione della Fed gira in deciso rialzo, rassicurata da Powell che da 'equilibrista' riesce a consegnare il messaggio della banca centrale senza spaventare i mercati.

Ma non sembra essere finita qui.

Per Ken Orchard, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV - Diversified Income Bond, T. Rowe Price "il sentiment nei confronti dell'economia globale sta iniziando a cambiare". Finora nel 2019, i mercati si sono focalizzati soprattutto sui timori legati a una possibile recessione e sulle politiche di allentamento delle banche centrali, che sono state di supporto per gli asset a scadenza più lunga, come i Titoli di Stato di alta qualità, i bond societari investment grade e le obbligazioni high yield con rating BB.

Secondo Keith Wade, Chief Economist & Strategist, Schroders,"la Fed ritiene di aver fatto il necessario per evitare il rischio di un rallentamento più serio dell'economia Usa". Il costo del denaro in questo ottobre è sceso in una forchetta tra l'1,5% e l'1,75%.

Potrebbe per questo non essere l'ultimo intervento di questo ciclo. Resta da vedere se ciò sarà abbastanza per far aumentare la fiducia delle aziende.

Ormai ci si gasa per un Pil taroccato sotto il 2 %, dimenticando l'indebolimento nella crescita della spesa per consumi, di consumatori oberati dai debiti, con carte di credito marce, che prima o poi esploderanno.