Ex Ilva, Renzi: "Basta polemiche si pensi a posti di lavoro"

Ex Ilva, Renzi:

Nel frattempo, sarà necessario attuare un piano di ordinata sospensione di tutte le attività produttive a cominciare dall'area a caldo dello stabilimento di Taranto, che è la più esposta ai rischi derivanti dall'assenza di protezioni legali. "Questo per via di errori macroscopici delle figure apicali e di contingenze macroeconomiche legate al mercato dell'acciaio" dazi, calo produttivo in Germania, crisi dell'automotive".

Sono ore critiche quelle che sta vivendo l'intero paese da questa mattina, quando ArcelorMittal ha comunicato di voler lasciare l'Ilva ai Commissari. La decisione di Arcelor Mittal di uscire dalla partita dell'Ilva di Taranto potrebbe infatti modificare in maniera importante i rapporti di forza di una filiera, quella meccanica e in particolare dell'automotive, già oggi eccessivamente esposta ai microcicli del commercio internazionale delle materie prime e dei semilavorati. E Italia Viva c'è perché a noi non interessa ottenere visibilità ma salvare oltre diecimila posti di lavoro. Al Ministro abbiamo denunciato lo stato fatiscente degli impianti, la pessima condizione ambientale e la condizione di disagio che si vive sia dentro ma anche e soprattutto fuori della fabbrica. "Bisogna pensare ai giusti investimenti e non creare ulteriori tensioni sociali".

L'espunzione della contestata norma sull'immunità per i gestori delle acciaierie di Taranto dal decreto salva imprese 2019 sul quale il Governo ha posto la fiducia, è stata considerata possibile motivo di recesso in quanto costituisce "cambiamento di normative rilevanti", come previsto dall'accordo.

Immediata la risposta di Giustino D'Uva e Luigi Cortese, dirigenti nazionali del SINLAI, con una nota congiunta: "Quello dell'amministratore delegato di Arcelor MIttal è un vero e proprio ricatto al governo, pretendendo di fatto la reintroduzione dello scudo penale, e minacciando, altrimenti, la chiusura dell'intero impianto ex Ilva". E Taranto non può fare a meno dell'Ilva.

"Come già successo - aggiunge - l'Italia perde un pezzo importante di uno dei più importanti settori della nostra produzione manifatturiera, la stessa siderurgia che il governo dichiarava essere essenziale per il nostro Paese". Adesso tocca a Governo e Mittal: non si scherza con il lavoro delle persone.