Cosa si sono detti Xi Jinping e Di Maio a Shanghai

Cosa si sono detti Xi Jinping e Di Maio a Shanghai

Il ministro Di Maio lo ha accolto e gli ha donato una maglia della nazionale azzurra, con il nome del capo dello Stato cinese, che ama il calcio.

Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nel suo intervento alla cerimonia di apertura del Ciie, l'expo sull'import di Shanghai, dopo aver ripercorso le tappe dell'avvicinamento tra i due Paesi che ha visto a marzo, durante la visita del presidente Xi Jinping a Roma, la firma dell'Italia del memorandum d'adesione alla nuova Via della Seta.

Agenpress - "L'Italia e la Cina non sono mai state così vicine".

Questo il frutto dell'impegno e della passione di quello che fino a pochi anni fa era un cittadino comune ed ora, grazie al meccanismo della democrazia diretta indigesto a tanti nel nostro Paese, è diventato un leader mondiale dopo anni in cui l'Italia è stata marginale e relegata alla soffitta della Storia.

"Viaggio lungo, ma estremamente importante per il nostro Paese e i nostri imprenditori al Ciie".

Questa sera Di Maio parteciperà invece, in via straordinaria - secondo quanto si apprende - alla cena di benvenuto offerta dal presidente cinese Xi Jinping ai capi di Stato e di governo. "Ha 40 miliardi di made in Italy" per conquistare il mercato interno cinese. Tra gli altri, sarà presente anche il presidente francese Emmanuel Macron. Di Maio ha inoltre sottolineato che "il made in Italy è promozione turistica e viceversa: la promozione turistica è promozione del made in Italy".

Il 2020 "deve essere l'anno del turismo, e ci siamo detti con il ministro degli Esteri cinese (Wang Yi incontrato in mattinata, ndr) e siamo d'accordo, dobbiamo rinegoziare l'accordo aeronautico, cioè sono le rotte turistiche Cina-Italia, Italia-Cina". Oggi sono in partenza per la Cina, verso uno degli eventi internazionali più importanti per le nostre imprese, il 'China International Import Expo'. "Pensate che circa un terzo del PIL italiano è frutto dell'export, ma solo una percentuale bassissima di aziende, più o meno il 4%, esporta regolarmente, quindi i margini di ampliamento sono enormi - continua Di Maio - L'Asia, e la Cina in particolare, sono mercati in cui ogni anno cresce la domanda di prodotti di alta qualità, perché il benessere economico aumenta. Non è in discussione il controllo del nostro porto, che resta italiano, a noi non interessano i soldi cinesi, non siamo disperati come i greci del Pireo, noi vogliamo portare valore nel nostro territorio, costruendo una opportunità di crescita per la città e per le imprese italiane dell'export".