Conte: "Nessuno sfogo da parte mia, solo una critica costruttiva"

Conte:

"Con me non sarebbe successo - ha detto a 'RadioBianconera' - Se fossi stato nella società, lo avrei cacciato l'indomani mattina". Un rimprovero questo che sicuramente non deve aver fatto piacere ai piani alti del club, visto che non è la prima volta che il tecnico leccese ha insistito su questo tema. Mi stanno dando l'anima e vedo in questo gruppo tantissimi margini di miglioramento. Io comunque mi fido di questi giocatori, che a mio parere possono crescere molto. Abbiamo fatto oltre trenta gol, ma incassato oltre la media prevista. Io sono qui per cercare di cambiare i giri del motore del club negli ultimi nove anni. Non penso di essere qui per non cambiare nulla, anzi dovrò provare a cambiare un corso che per anni ha visto l'Inter fuori da quasi tutte le situazioni. Fossimo arrivati con Dortmund con qualche rotazione in più magari qualche chance in più l'avremmo potuta avere ma fa parte di un percorso, possiamo accelerare tutti insieme se si ha voglia di essere uniti e andare verso l'obiettivo comune.

"Quando parlo di discorso di strategia, mi riferisco anche a questo". Sono arrivato con la consapevolezza di trovare un periodo storico difficile, davanti Juventus e non solo si sono strutturate negli anni in maniera importante. Bisogna lavorare in questo senso, il portiere diventa fondamentale in fase di possesso, ma anche in quella difensiva. Se dovessi accorgermi che non può essere fatto diventerebbe difficile. A chi dobbiamo chiedere qualcosa in più? Una frase pronunciata dall'allenatore è da segnalare: "ho sbagliato a fidarmi", con riferimento al rendimento di alcuni calciatori, seconda 'La Gazzetta dello Sport' i nomi sono quelli di Godin, Gagliardini, Politano e Vecino. "Quel che ho detto ai ragazzi è che nel calcio, così come nella vita, ci sono momenti e occasioni in cui devi capire che vincere ti cambia la vita". Il fatto di arrivare nel secondo tempo non so se avevamo tutta questa forza per fare questa pressione alta e portare questa intensità o se è stata la bravura e la forza dell'avversario a farci difendere bassi. Quello che stiamo provando di fare è stare nella metà campo avversaria e condurre la partita, anche perché ci siamo accorti che quando siamo nella nostra facciamo fatica. L'unico rammarico è questo, per il resto sono contento di avere questa rosa e sono ancora più contento per averli conosciuti.

"Vincere a Dortmund significava stare con un piede e mezzo agli ottavi e per quello che abbiamo fatto vedere lì e a Barcellona ci deve essere grande rimpianto".