Attentato Isis in Siria, uccisi due preti armeni

Attentato Isis in Siria, uccisi due preti armeni

La città di Deir ez Zor è controllata dall'esercito siriano, ma nell'area ci sono anche forze curde e operano ancora militari USA. Così dichiara, al telefono con Aiuto alla Chiesa che Soffre, monsignor Boutros Marayati, arcivescovo armeno-cattolico di Aleppo dopo il tragico attacco che è costato la vita a padre Hanna.

"Stiamo cercando di ricostruire la chiesa e la case dei cristiani, così che i fedeli possano far ritorno in città", spiega il vescovo.

I due stavano viaggiando da Hasakah verso Deir Ezzor quando i terroristi hanno sparato contro la loro auto, uccidendoli. Il padre del sacerdote è morto sul colpo.

Le indagini sono ancora in corso. Le fonti a Qamishli affermano che la zona non è caratterizzata come un quartiere cristiano, e che non vi sono al momento indicazioni che l'attacco, portato con due autobomba, abbia preso di mira il luogo di culto caldeo. Certo è che padre Hovsep indossava il clergymen e dunque era riconoscibile, così come era ben riconoscibile la sua macchina che sul cofano portava una grande scritta: "Chiesa armeno-cattolica". Secondo Sos Cristiani d'Oriente, le vittime sono don Hosib Abraham Bidoyan e suo padre. "È una città molto importante per noi - spiega monsignor Marayati - perché è lì che sono stati uccisi molti dei nostri martiri fuggiti dal genocidio del 1915". Oggi non vi è più nessun armeno-cattolico e sicuramente i turchi non vogliono che vi torniamo. Non si conosce l'identità del secondo prelato. "Non vi sono prove, ma da sempre ISIS è sostenuto e coperto dai turchi".

Dalle 12 di oggi, ora locale, si stanno celebrando a Qamishli i funerali di padre Hanna. "Tutta la comunità sarà presente, anche i musulmani, a dimostrazione dell'unità e la solidarietà della città intera". Tra quelli uccisi, si ricordano il gesuita olandese Frans Van der Lugt, freddato a Homs nel 2015, e il francescano François Murad, decapitato dall'Isis nel 2013. "I cristiani hanno paura e ad ogni violenza tante famiglie decidono di emigrare".

Padre Hovsep, 46 anni, sposato e padre di tre figli, ordinato presbitero da 5 anni, era il sacerdote della comunità armena cattolica di Qamishli, nella provincia siriana nord orientale di Hassake. Oggi sono 2mila e soltanto due chiese sono rimaste aperte. Ma è evidente che questa volta non hanno colpito a caso.