Alitalia, la storia infinita: si va verso lottavo rinvio

Alitalia, la storia infinita: si va verso lottavo rinvio

Il cda di Ferrovie dello Stato guidato da Gianfranco Battisti, pur confermando la disponibilità ad andare avanti, ha dovuto constatare che, tra Lufthansa che non intende aprire il portafoglio e Atlantia che si è tirata indietro, non ci sono ancora le "condizioni necessarie" per il consorzio. Se da un lato c'è l'apertura di Lufthansa a entrare con una quota quasi doppia rispetto a Delta (200 milioni contro i 100 della compagnia americana) in un'Alitalia ristrutturata, dall'altro c'è il permanere, spiegano fonti dell'esecutivo, del legame tra la revoca delle concessioni autostradali e la vicenda Alitalia messo nero su bianco nella lettera di Atlantia al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli del 2 ottobre scorso. Le carte in tavola sono cambiate ancora e questo, si noti, proprio alla scadenza dei termini per la presentazione delle offerte definitive volte al salvataggio di Alitalia.

La palla passa ora ai commissari, che da mesi ripetono la necessità di fare presto. L'orientamento, tuttavia sarebbe quello di concedere una nuova proroga (l'ottava) - si ragiona su una ventina di giorni in più - purché l'intera operazione venga chiusa entro marzo 2020. Alla luce di tutto questo, nonostante non siano "ancora maturate le condizioni necessarie" per il consorzio, le Fs confermano "l'impegno e la disponibilità a proseguire le negoziazioni" e attendono le valutazioni dei commissari su come procedere.

Patuanelli intravede anche dei margini nelle trattative con Delta e Lufthansa: i tedeschi, chiedono cose che si possono ottenere, devono "forse fare un piccolo sforzoiniziale e cioè compartecipare all'equity da subito, ma anche la proposta di Delta" è positiva, "con piccoli accorgimenti interessanti". Fiducioso anche il ministro dei Trasporti Paola de Micheli: "Lufthansa o Delta siamo, con un po' di realismo, ragionevolmente ottimisti e positivi per la chiusura positiva della vertenza".

Le trattative proseguono per la messa a punto di un piano industriale che soddisfi la compagnia tedesca a entrare in un'Alitalia ristrutturata, in termini di arerei e, soprattutto, di personale.

Da più parti si parla già di una Ilva-bis, per il Governo, dal momento che - oltre al rinvio - l'altra possibile soluzione è quella della liquidazione, a poche settimane dalla nuova iniezione di soldi pubblici nella pancia della ex compagnia di bandiera che porta il totale a poco meno di 1,5 miliardi di euro di prestiti-ponte.