Aids, scoperto nuovo ceppo del virus Hiv

Aids, scoperto nuovo ceppo del virus Hiv

Questo è il primo nuovo ceppo HIV di gruppo M identificato da quando nel 2000 sono state stabilite le linee guida per la classificazione dei sottotipi.

Per la prima volta in 19 anni, gli scienziati hanno scoperto un nuovo ceppo dell'Hiv, il virus che provoca l'Aids. Per questo motivo è necessario utilizzare le più avanzate tecnologie e risorse per monitorarne le modifiche. I primi due casi di questo nuovo ceppo sono stati scoperti nella Repubblica Democratica del Congo nel 1983 e nel 1990. Il vero problema riguarda "la possibilità di diagnosticare questo nuovo ceppo", ha spiegato alla Cnn una delle co-autrici dello studio, Mary Rodgers, degli Abbott Laboratories, mettendo in guardia sul fatto che "per riuscire a debellare la pandemia bisogna continuare a studiare questo virus che cambia continuamente, usando le tecnologie più innovative".

Come leader nello screening delle unità per la donazione di sangue e nei test per le malattie infettive, Abbott ha creato 25 anni fa il Global Viral Surveillance Program per monitorare i virus 'HIV e quelli delle epatiti e identificarne le mutazioni, affinché i test diagnostici prodotti dall'azienda rimanessero sempre aggiornati. "Non c'è motivo di farsi prendere dal panico o addirittura preoccuparsene", ha sentenziato il direttore Fauci.

Il terzo campione è stato individuato in Congo 11 anni dopo il secondo, nel 2001, durante uno studio attorno al carattere ereditario del virus, prevenendone la trasmissione da madre a figlio. "Non molte persone sono infette da questo". Il campione era piccolo e, sebbene sembrasse simile ai due campioni più vecchi, gli scienziati volevano testare l'intero genoma per essere sicuri. "È stato come cercare un ago in un pagliaio, e poi estrarlo con un magnete", ha dichiarato la professoressa Rodgers, sottolineando la complessità della ricerca.

La versione del gruppo M del virus dell'HIV è responsabile del 90% dei 37,9 milioni di contagi attuali, secondo i dati OMS. "I trattamenti correnti sono efficaci contro questo e tutti gli altri ceppi - spiega -". Questa scoperta, inoltre, può facilitare la comprensione dell'evoluzione dell'Hiv.