Turchia, Nord Americani e Curdi: Solo menzogne in Siria

Turchia, Nord Americani e Curdi: Solo menzogne in Siria

Per quello che si riesce a capire dalle indiscrezioni che trapelano dagli scenari che ormai possono essere considerati di guerra vera e propria, da Ankara fanno sapere che nessun obbiettivo civile è stato colpito. Ieri poco dopo l'annuncio del premier Recep Tayyip Erdogan sull'inizio dell'operazione contro "i terroristi", è arrivata la notizia di raid aerei e spari d'artiglieria nella regione siriana vicina al confine turco. Il presidente americano Donald Trump ha definito l'assalto turco una "cattiva idea".

In questa delicata situazione, la Russia sta tentando di mettere in campo tutte le proprie risorse diplomatiche per limitare la nuova escalation militare in Siria, con il ministro degli Esteri Sergey Lavrov che si è pubblicamente impegnato a cercare di far instaurare un dialogo costruttivo tra Ankara e Damasco. "Stanno per fuggire in Europa".

Pioggia di critiche dalla comunità internazionale contro Erdogan: l'Ue ha chiesto ad Ankara "moderazione" e di "fermare le operazioni", mentre la Nato si è limitata - attirandosi critiche - a domandarle di "agire con moderazione e garantire che le vittorie raggiunte contro l'Isis non siano messe a repentaglio". In Italia, il premier Giuseppe Conte si è detto "preoccupato" per "l'iniziativa unilaterale" e la sua ricaduta sulla popolazione.

La nostra presenza al confine vuol dire che se i curdi volessero rispondere all'attacco turco - oppure se il regime di Assad volesse marcare il territorio siriano e, come è successo più volte in passato, desse una mano ai curdi in funzione anti turca - i nostri uomini lancerebbero i missili italiani in difesa della Turchia, dell'aggressore. Analoga la posizione del ministro degli Esteri, Luigi di Maio: le "azioni unilaterali rischiano solo di pregiudicare i risultati raggiunti nella lotta contro la minaccia terroristica".

Il discorso, oltre alle poche battute con i cronisti, è proseguito nel corso di una diretta Facebook in cui ha parlato della Turchia, della Siria e dei curdi: "l'unica strada da seguire è quella delle Nazioni Unite". Migliaia i civili in fuga dai bombardamenti vicino al confine, nelle zone di Ras al-Ain e Tal Abyad, e le forze curde hanno dato notizie di varie vittime, sia tra i combattenti delle milizie anti-Isis, sia tra i civili. I militari turchi usano il termine "neutralizzati" per indicare i miliziani uccisi o catturati.